Processo Appalti, il viceprefetto Tufariello in aula: il project financing era illegittimo

0
414
Pratola

PRATOLA SERRA Carenza di motivazione, difettondi istruttoria, l’omessa valutazione della proposta in termini di fattibilità tecnica, giuridica ed economica, il mancato inserimento della stessa negli atti di programmazione, la mancata attestazione della copertura finanziaria degli atti adottati all’esito di una mancata contabilizzazione dei costi dell’operazione e dall’ allocazione dei rischi. Sono tutti i motivi per cui il 14 giugno del 2021 la Commissione Straordinaria alla guida del Comune di Pratola Serra, aveva adottato la delibera numero 10 e provveduto con i poteri del Consiglio Comunale alla “Revoca aisensi dell’art.145 comma 4 del TUEL della deliberazione diC.C. n.5 del 20/02/2019ad oggetto “Impianto di pubblica illuminazione Determinazioni” e di tutti gli atti successivi. A ribadirlo, ieri mattina nell’aula del Tribunale collegiale presieduto dal giudice Sonia Matarazzo, il viceprefetto Gaetano Tufariello, all’epoca alla guida della Commissione Straordinaria a Pratola Serra. Il viceprefetto, insieme agli altri due componenti della Commissione (che saranno ascoltati nella prossima udienza prevista per il 13 maggio) e’ uno dei testi nella lista della Procura di Avellino nel processo agli ex amministratori e imprese coinvolte nell’Inchiesta dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mirabella Eclano sulla campagna elettorale del 2020 dell’ex sindaco del comune irpino (all’epoca presidente del consiglio comunale ) Antonio Aufiero.

L’accusa nel processo che si celebra davanti ai giudici del Tribunale di Avellino e’ relativa a due dei capi di imputazione dell’inchiesta condotta da Carabinieri e Procura di Avellino: turbativa d’asta e corruzione nell’esercizio delle funzioni aggravata per l’affidamento della concessione pubblica dela “gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione, la progettazione ed esecuzione degli interventi dĩ messa norma degli ımpianti e ammodernamento tecnologico
funzionale degli nonché !e attività finalizzate al conseguimento del risparmio energetico mediante project financing “. Secondo le indagini l’affidamento sarebbe avvenuto in cambio di somme di danaro non quantificate che dovevano essere versate dal Marano, ricevendo inoltre ulteriori utilità consistite nella promessa tramite intermediazione del Capone di somme.di danaro necessarie per la campagna elettorale, nell’allestimento della sede sita in via Dalmazia utilizzata da Antonio Aufiero come comitato elettorale, nel procacciamento tramite il Marano di voti per allargare la bas elettorale dell’ Aufiero, nonchè nel soggiorno ad Amalfi presso l’hotel Marina Riviera nei giorni 14 e 15 agosto 2020 offerto dal Marano.

In aula ieri, rispondendo alle domande del pm Cecilia De Angelis, il magistrato che ha condotto le indagini e segue l’istruttoria, il viceprefetto Tufariello ha anche ricordato che sul deliberato della Commissione Straordinaria si era formato un giudicato da parte della giustizia amministrativa: “Queste motivazioni e criticità riprese anche dal Tar Salerno che ha respinto il ricorso della società, quindi un giudicato sulla delibera della Commissione. Si trattava di un atto in mancanza di attestazione di copertura in un Comune in predissesto”. Da tutto l’incartamento, come chiesto dal pm De Angelis specificamente all’ ex commissario, ha evidenziato come non era assolutamente possibile rilevare a parte il canone e la somma finale richiesta, quella di tre milioni e ottocentomila euro alcuni elementi: “le voci non dettagliate dei costi ed all’ esito di quale tipo di interventi e di rischi che si darebbe accollato il concessionario nella gestione se non erro ventennale e nel caso di disservizi. Altre illegittimità anche in riferimento ai criteri per i servizi di illuminazione pubblica, anche la funzione di Rup esercitata da un assessore che non era in possesso dei requisiti”. Il riferimento era ad un dato già rilevato nel corpo della delibera adottata dalla Commissione Straordinaria, ovvero alla circostanza per cui sulla deliberazione diConsiglio Comunale n.5 del 20.02.2019 manca del tutto il parere contabile,pur avendo, l’atto, riflessi sulla situazione finanziaria e patrimoniale dell’ente, mentre il parere di regolarità tecnica viene espresso, come detto,in mancanza totale di istruttoria,da un assessore comunale rivestente il ruolo di Responsabile del Settore Tecnico; le funzioni di Responsabile Unico del Procedimento sono state esercitate(v.det.n.150/2019) da assessore non in possesso dei requisiti previsti dal comma1 dall’art.31delD. Lgs.n.50/2016 necessari ed indispensabili per assumere detto delicato e fondamentale ruolo di verificatore, controllore e garante della correttezza e legittimità della procedura di affidamento”. Una istruttoria che per le difese non sarebbe stata completa, come hanno voluto rilevare nelle loro domande al viceprefetto Tufariello i difensori degli imputati, a patire dalle difese di Antonio ed Emanuele Aufiero, gli avvocati Teodoro Reppucci e Alberico Villani e dell’imprenditore Alessandro Marano, l’avvocato Ennio Napolillo, che ha chiesto al teste se avessero accertato la capacità di Alma di far fronte a quel lavoro così impegnativo, circostanza che non sarebbe stata accertata dalla Commissione. In aula si torna il 13 maggio.