Probabile l’election day per amministrative ed europee

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Sbarramento al 5%; abolizione delle preferenze (liste bloccate); aumento delle circoscrizioni da cinque a dieci; parita’ di genere tra uomini e donne; tetto alle spese. Questi i punti della riforma per le elezioni europee approdata oggi in Aula alla Camera e licenziato in commissione Affari costituzionali coi soli voti di Pdl e Lega. Ma l’opposizione sarebbe intenzionata a chiedere al presidente della Camera Fini di porre il voto segreto sulla legge elettorale per le europee, con la complicità dell’Mpa di Lombardo che ha mal digerito la proposta della maggioranza. Il testo, formato da un articolo e due tabelle (una contenente l’elenco dei territori che compongono le nuove circoscrizioni, l’altra con la riproduzione del fac simile della scheda), punta a ridurre la ”frammentazione esasperata” del nostro sistema. E questo andando incontro all’esigenza, manifestata in tempi non sospetti anche dall’opposizione, di completare la riforma verso una definitiva ”semplificazione” della macchina politica. A questo proposito nel testo che accompagna la proposta di legge, il relatore Peppino Calderisi sottolinea che ”all’indomani delle elezioni del 13 e 14 aprile sembrava che tanto il Pdl quanto il Pd volessero muoversi nella direzione del compimento della riforma del sistema politico avviata dal voto degli elettori. Da allora sembra che siano cambiate molte cose e che in casa Pd sia in atto un ripensamento che non riusciamo a comprendere”. La riforma – continua Calderisi – segue di ”pochi mesi le elezioni politiche, caratterizzate da una storica riduzione del numero dei partiti e con la nascita di due grandi forze nazionali. Una semplificazione percepita come autentica liberazione da parte dell’opinione pubblica. Per questo e’ opportuno che la deframmentazione del sistema si estenda anche alla nostra rappresentanza in Europa. Del resto, non deve essere un caso se la gran parte delle nazioni applicano la misura massima di soglia esplicita consentita dalla direttiva del Consiglio europeo, ovvero il 5%”. Quanto alle liste bloccate, per il relatore chi vi si oppone sostiene ”che il voto di preferenza rappresenti l’attribuzione di una piu’ ampia liberta’ di scelta da parte degli elettori e invece nelle democrazie moderne, caratterizzate da fenomeni di interconnessione politico-economica sempre piu’ ampi, diventa spesso strumento di lobby per lo piu’ trasversali e non sempre di natura legale. In questo contesto il voto di preferenza provoca inevitabilmente un ampliamento dei costi delle campagne elettorali e piu’ in generale di tutta la politica”. Roberto Calderoli sui tempi di approvazione della legge è tranquillo: “Se ne parlerà a metà novembre dopo le feste dei Santi e dei Morti. Invece – prosegue Calderoli – il ministro Maroni sta sentendo un po’ tutti perché c’è l’ipotesi di accorpare le elezioni europee con le amministrative”. (di Mauro Mastroberardino)

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