Primavera Irpinia denuncia il caos LSU a Calitri

Primavera Irpinia denuncia il caos LSU a Calitri

4 Agosto 2021

Il movimento politico conservatore Primavera Irpinia, fondato da Sabino Morano e coordinato da Massimo Bimonte, attraverso il suo referente locale Pietro Russo, pone l’attenzione su cosa sta accadendo al Comune di Calitri, relativamente alla stabilizzazione dei 14 storici lavoratori socialmente utili.

“Sotto la canicola estiva e nell’indifferenza di tutte le forze politiche di partito si consuma la classica beffa dei due pesi e delle due misure – si legge in una nota -. Sebbene tutti e 14 siano vincitori del bando di concorso riservato ai LSU, l’Amministrazione calitrana non li stabilizza tutti. Amara e inattesa sorpresa per 6 lavoratori che da tempo immemore prestano la loro attività presso il Comune e che non sono stati regolarizzati. Tutti gli altri sono stati assunti entro il 31.7.2021 con il contributo del Governo di € 9.296,22 annuo di incentivi statali a lavoratore. Gli sfortunati restano fuori con una motivazione che dice tutto e niente, infatti, non avrebbero firmato la liberatoria di rinuncia in favore del Municipio”.

Precisa Pietro Russo: “La stabilizzazione degli LSU non è una regalia del Comune, ma un atto dovuto a seguito della Legge Madia n. 75/2017, nonché, alla scadenza delle deroghe assunzionali del 31.7.2021 in considerazione dell’incentivo statale di € 9.296,22 per ogni LSU assunto a tempo indeterminato, cui l’Ente comunale aveva fatto richiesta al Ministero del Lavoro tramite la manifestazione di interesse. Ebbene, con il contributo già autorizzato dal Ministero per stabilizzare tutti, e dopo aver espletato la procedura concorsuale, ampiamente superata dagli aventi diritto, l’Amministrazione comunale, in maniera del tutto arbitraria, ha deciso di stabilizzarne solo 8, che hanno firmato il contratto a tempo indeterminato con assunzione in servizio da dipendenti comunali in data 19 luglio 2021.
Adiremo le vie legali e faremo valere le nostre ragioni presso qualsiasi organo competente, affichè sia fatta giustizia e dato a Cesare quel che è di Cesare”.