Avellino – Il risultato delle primarie è andato anche l’oltre le più rosee previsioni, ma adesso la fase del dire e del riflettere deve essere superata dal fare, perché la massiccia partecipazione della gente alla nascita del Partito democratico non deve essere delusa. Occorre aprire una fase congressuale per decidere come procedere, ma senza creare rallentamenti o difficoltà negli enti. Immagino che si verificheranno dei cambiamenti nei consigli comunali, ma questi non dovranno incidere automaticamente sugli esecutivi. Lo afferma Sergio Barbaro capogruppo Ds al Consiglio comunale di Avellino, che sottolinea l’importante apporto di voti offerto da Avellino e dalla provincia al Pd. “Sono pienamente soddisfatto per l’ampia maggioranza con la quale Walter Veltroni si appresta a guidare il partito – afferma Barbaro – ma guardo con attenzione anche alle altre liste, perché in una competizione democratica, come è stata la nostra, la pluralità di voci rappresenta una garanzia per tutti. Siamo in apprensione per il risultato relativo a Tino Iannuzzi, che dovrebbe essere riuscito a superare la soglia del 50% più uno, ma occorre attendere la conferma ufficiale. Per ora – aggiunge l’esponente Ds – preferisco limitare il giudizio alla partecipazione popolare, che avrebbe prodotto un numero di voti ancora maggiore se non fossero state registrate alcune difficoltà organizzative, come l’assenza dei seggi in altri punti della città; se fossero stati allestiti avremmo evitato le lunghe code davanti alle urne e tanti cittadini, soprattutto anziani, non avrebbero affrontato il disagio dell’attesa, che in qualche caso si è trasformato in rinuncia al voto. Comunque, adesso è giunto il momento di agire, di costruire finalmente il nuovo partito. Ad Avellino dovremo ulteriormente unire le forze, procedendo alla elezione del capogruppo, ma dovremo fare i conti con chi manifesterà l’intenzione di voler uscire dal partito e chi vorrà entrarci e non credo che i nuovi assetti possano determinare automaticamente la revisione della giunta. La sostituzione degli assessori è iniziativa che attiene al sindaco Giuseppe Galasso ed è lui che deve decidere cosa fare, ma, evidentemente, la scelta di rimanere nell’esecutivo riguarda anche la volontà di ciascuno. Per me questo argomento non è molto importante – cocnlude il capogruppo Ds – rispetto alla necessità di lavorare nell’interesse della gente senza frenare l’attività amministrativa. Perdersi intorno a quelle questioni significherebbe tradire il Partito democratico e la fiducia ricevuta dalla gente”.
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