Il tecnico del Lacedonia Caggiano parla del momento positivo che sta vivendo la sua squadra, reduce da un mese di febbraio in cui ha collezionato più punti di quelli messi in cascina in tutto il girone d’andata:”I ragazzi avevano bisogno di oliare e perfezionare i meccanismi di gioco, di stare insieme, di amalgamare il gruppo e fare la giusta esperienza – commenta – Sono tutti ragazzi che provengono dai campionati giovanili sia provinciali che regionali, non è facile ambientarsi subito in una categoria come questa, molto dura e fisica, ma credo che stiano facendo un ottimo lavoro”.
Cos’è cambiato al giro di boa di questo campionato?
“A livello di uomini non è cambiato nulla; abbiamo la stessa rosa che avevamo nel girone d’andata. Credo che abbiamo acquisito quel pizzico in più di convinzione che fa la differenza e trovato consapevolezza delle nostre forze. Dovremo continuare su questa strada.”
In cosa dovete migliorare per affrontare al meglio questo finale di stagione?
“Abbiamo vinto tre delle ultime quattro gare. Ma a Sant’Angelo dei Lombardi abbiamo perso 7-1 contro il Siconolfi. Qualche volta ci capita di mollare psicologicamente. Ma la grinta e la determinazione non mancano mai.”
A questo punto la sua squadra sarebbe salva avendo 13 punti di vantaggio sul Gravit penultimo. Qual è l’obiettivo che si pone da qui alla fine della stagione?
“L’obiettivo è la salvezza il più presto possibile. Speriamo di evitare i playout. Questa squadra viene da una retrocessione dolorosa in uno spareggio contro il Paternopoli. Un’esperienza che di certo non ci ha giovato, abbiamo rischiato il fallimento, siamo ripartiti tra tante difficoltà. Il nostro presidente Vece è giovanissimo, ha solo 32 anni, non abbiamo imprenditori alle spalle, in gran parte ci finanziamo con vari sponsor e con il contributo del Comune, la nostra squadra è formata solo da giocatori locali. Quindi non possiamo e non vogliamo mettere pressione su questi ragazzi. Se continuiamo così riusciremo a salvarci.”
La sua è una delle formazioni con l’età media più bassa di tutta la Prima Categoria. Come mai questa scelta di puntare sui giovani?
“Non avendo disponibilità economica, l’idea è quella di valorizzare i nostri ragazzi. Il nostro è un progetto a lunga scadenza, un progetto quinquennale, finalizzato a sfruttare tutto il potenziale dei nostri giovani e a puntare a vincere il campionato solo quando saremo maturi per farlo, con l’innesto graduale di giocatori di esperienza in ruoli specifici. Il nostro gruppo è formato da tutti ’96, ’97, e ’98. Abbiamo ampi margini di miglioramento ed io credo nel lavoro svolto finora.”
Domenica incontrerete il Miscano, come pensa di afffontare questa partita difficile?
“L’affronteremo come sempre a viso aperto, con i nostro solito modulo, il 4-2-3-1. Per fortuna non abbiamo problemi di infortuni quindi schiereremo la migliore formazione. Mi auguro che i ragazzi disputino una grande partita, senza paura. “Lei collabora con Quatrale, perchè un duopolio alla guida tecnica? Quatrale è un grande preparatore atletico, io invece mi occupo maggiormente di tattica. In due possiamo curare al meglio i vari aspetti degli allenamenti. La squadra ci segue ed è questa la cosa più importante.”
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