Si alza il sipario del teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino. Sabato alle 21 e domenica alle 18.30, appuntamento con l’étoile Luciana Savignano e il mattatore Giorgio Albertazzi, uniti nel sodalizio dalla regista Andrée Ruth Shammah, per la prima della nuova stagione teatrale 2008-2009. Apertura in grande stile per il Massimo Irpino con un evento unico per tutto il Sud Italia. Sarà l’unica tappa nel Mezzogiorno quella del Gesualdo con uno spettacolo che utilizza le diverse discipline della comunicazione spettacolare per rappresentare le tensioni dell’arte contemporanea. Partendo dalla ricerca di contagiare due linguaggi apparentemente distanti come il pensiero e la danza, i tre artisti hanno costruito per frammenti un terreno comune dove l’esito offerto al pubblico è finito senza essere compiuto. Il pensiero diventa corpo, mentre il movimento si fonde in parola per spiegare “La forma dell’incompiuto” grazie all’icona della danza Savignano e la voce di Albertazzi. Dal loro incontro nasce una meditazione in quattro tempi, ciascuno della durata di 25 minuti, in cui la ballerina disegna coreografie e l’attore-regista-autore attinge, con malinconica ironia, alla propria vita privata e artistica, scegliendo ricordi teatrali intervallati da poesie di Leopardi, Dante, Garcia Lorca, Shakespeare, Calvino. La grazia e la sensualità sono una donna che si muove nella musica, la parola raccontata è un uomo che crede ancora nell’amore. In un lavoro teatrale mai finito, Luciana Svignano danzerà frammenti di vita, emozioni al femminile su musiche di Schubert, Nino Rota, Jacques Brel e Murcof con le coreografie di Susanna Feltrami, direttrice dell’Accademia Pier Lombardo Danza. “Non è un recital – anticipa il maestro Giorgio Albertazzi – e nemmeno un monologo, è uno spettacolo non convenzionale per scoprire suggestioni, memorie e emozioni della corporeità eterna dell’arte, della danza, del teatro e della parola. Sono contento di tornare ad Avellino – spiega – Quello irpino è un pubblico che ogni volta mi sorprende per la straordinaria accoglienza che mi riserva”.
Al concetto giapponese di ukiyoe, che tradotto suona come “mondo fluttuante” è legato il secondo movimento dedicato all’étoile Luciana Savignano. Attraverso l’emersione di brani musicali di autori quali Murcof, Nino Rota, Jacques Brel e la sinfonia n. 8 Incompiuta di Schubert, la grande étoile introduce il senso inafferrabile dell’eleganza rituale, della corporeità teatrale ma legata ai sensi.
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