Premio Campanello, il questore Picone: ragazzi, la strada dell’illegalita’ non conviene

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AVELLINO- La strada dell’illegalita’ non conviene. Lo ha detto il questore di Avellino Pasquale Picone ai ragazzi presenti questa sera alla settima edizione del Premio Campanello, organizzato dal presidio di Libera di Avellino e celebrato nell’Auditorium dell’istituto “Tedesco” di San Tommaso. Il questore, che anche ricordando gli anni di lavoro alla Mobile con il coordinamento della dottoressa Maria Antonietta Troncone, ha voluto fare degli esempi pragmatici ai ragazzi, riferendosi proprio a quei boss che possono sembrare invincibili o diventare un falso mito per i giovani. “Ragazzi, non conviene prendere strade diverse da quella della legalità- ha spiegato il questore- Ne parlavamo con la dottoressa Troncone, con la quale abbiamo lavorato tanto, creando anche un rapporto umano. Parlavamo di un capoclan della provincia di Avellino che è morto in carcere e anche di un altro che è morto lo stesso in carcere. Quindi, se fate un discorso di mera convenienza: quanto hanno vissuto? Quali sono state le loro relazioni personali? Conteggiamo il tempo che sono stati in galera e quello che sono stati fuori. Non conviene”. Il numero uno di Via Palatucci ha anche sfatato un altro mito del recente passato legato alla provincia di Avellino: “Questa non è una città lontana da determinati fenomeni. Perche’ molto spesso ha avuto una serie di appellativi. Penso a quello di “isola felice”. Ma quale isola felice? Un posto dove si attenta al Procuratore della Repubblica, il dottore Gagliardi. Un posto dove si commette uno dei delitti più efferati che sono mai successi in Italia. Il giorno delle elezioni a Lauro, la strage delle donne”. Infine il questore ha voluto rinnovare davanti alla platea dell’Auditorium della scuola di San Tommaso, quel patto sottoscritto con se’ stesso all’atto dell’insediamento alla guida della Questura di Avellino: ascoltare i giovani. E anche spronare gli stessi. Come ha fatto stasera: “Impegnatevi anche politicamente. Iniziate a prendere in mano il vostro futuro anche scendendo in campo. Portando avanti le vostre idee e la vostra freschezza, i vostri ideali. Perche ce n’e’ bisogno. Ringrazio tutti voi per essere vicini alle forze dell’ordine. Noi siamo sempre vicini ai giovani. Due anni fa, quando ho iniziato questo percorso in questa realtà provinciale ho fatto un patto con me stesso: devo ascoltare i giovani più che parlare. Quello che sto facendo in questi anni. Quello che continuerò a fare grazie all’ufficio Scolastico Provinciale, la dottoressa Pagliuca, grazie ai colleghi delle forze dell’ordine, Angelo e Leo che sono i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Noi ci saremo sempre. Però, insieme a noi abbiamo bisogno di voi”.