Prc – Area Critica, Cogliano: “La priorità è esserci, non divenire”

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Rifondazione comunista si avvia a mettere in piedi diverse iniziative per avviare la fase congressuale che da qui al 24 luglio porterà il partito a scelte dirimenti per il suo futuro. E proprio il Prc mostra in questo contesto i suoi molteplici volti, le tante anime di un unica forza. In vista degli appuntamenti pre congressuali, Carmine Cogliano, coordinatore provinciale dell’Area critica, si sofferma su un’analisi del partito e delle esigenze a cui rispondere.
Avremo modo di ascoltare e forse interloquire con Grassi e Mantovani e con Corrado Gabbriele, ragioneremo di costituenti di sinistra, di federazioni di sinistra e poi ancora di costituenti comuniste oppure di partito in movimento o di strane alchimie tra fusioni a freddo con questo o quel partito di sinistra, tra socialisti, socialdemocratici, tutti sicuri di poter trovare la ricetta giusta per la rinascita, ristrutturazione e ricostruzione della sinistra e soprattutto di Rifondazione Comunista. Chi parla di gestione unitaria, chi chiede di superare la fase della stessa esistenza di rifondazione comunista, chi pensa alla costruzione di un nuovo partito, chi vorrebbe farlo nel tempo e chi è convinto di essere già in un nuovo partito. E tutto questo mentre l’Irpinia soccombe sotto i colpi della storia infinita dell’emergenza rifiuti e mentre Pustarza apre i battenti a tutta l’immondizia della Campania. Mentre l’Irpinia ‘investe’ su imprenditori che promettono piani milionari di ristrutturazione aziendale da un lato e dall’altro si dimenticano persino di pagare qualche migliaio di euro per i telefoni delle stesse aziende. Mentre l’Irpinia si ferma intorno alle migliaia di adesioni venute al PD nel pre congresso. Mentre l’Irpinia proietta la storia infinita della diaspora tra De Mita ed il mondo intero, con una crisi alla Provincia ormai perenne. Mentre Galasso al Comune crea nuovi assessori e crede di essere in una megalopoli del XXII secolo dove tutto si basa sulla cantieristica progettuale alle grandi opere. Mentre Mastella riparte dall’Irpinia per costruire un meglio non identificato nuovo partito o vecchio Udeur. Mentre i nuovi deputati e senatori eletti, rappresentanti della nostra Irpinia, in questa Legislatura si intravedono appena e quando sono presenti fanno da comparsa in questa o in quella lotta sociale e territoriale. Mentre tutto questo, devo dire, purtroppo accade e ci investe ogni giorno, causandoci ferite che molto difficilmente potranno rimarginare del tutto e che usurperanno ancor di più la nostra già martoriata Irpinia noi andiamo al Congresso.
Indubbiamente un congresso importante, un congresso decisivo, un congresso epocale per noi di Rifondazione Comunista ma non sarebbe meglio voltare lo sguardo, immediatamente, a tutte le contraddizioni ed alle discrasie?
Il radicamento sul territorio parte dal fatto di esserci.
Noi siamo il sale del conflitto sociale e di classe e da qui dobbiamo ripartire. Va bene questa o quella manifestazione politica ma dobbiamo lavorare in questa provincia, all’unisono, per fare esplodere tutte le anomalie sociali e politiche. Oggi esiste un’emergenza e questa emergenza si chiama Irpinia. Ragioniamo intorno a queste questioni e non fermiamoci a contare voti. Non serve parlare di quanti compagni hanno aderito a questo o a quel documento congressuale ma serve contarsi per rimettersi in moto sui territori. Oggi la priorità è esserci e non divenire
“.

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