Politiche sociali, l’assessore Morniroli ad Atripalda: “Sbloccare i 200 milioni fermi”

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Prima uscita ufficiale in Irpinia per l’assessore regionale alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, che da Atripalda, in occasione del convegno per celebrare i vent’anni del Consorzio Servizi Sociali Ambito A5, ha tracciato le linee guida del suo mandato in una fase delicata per la Campania, dove povertà e fragilità sociale sono in aumento.

L’iniziativa, dedicata al percorso e ai risultati raggiunti dall’Ambito A5, è stata l’occasione per ribadire un metodo che, secondo Morniroli, dovrà caratterizzare l’azione dell’assessorato: dialogo costante con i territori, ascolto delle esigenze locali e pianificazione sinergica con istituzioni, enti e terzo settore.

Proprio il Consorzio A5 è stato indicato dall’assessore come «un esempio da esportare», un modello organizzativo capace di funzionare anche altrove in Campania se si prende a riferimento il coordinamento efficiente e continuativo tra ambito territoriale, amministrazioni comunali, operatori sociali e terzo settore.

Ma accanto agli elogi per le buone pratiche, Morniroli non ha nascosto le criticità emerse a livello regionale. «Penso che l’obiettivo oggi della Regione, della nuova amministrazione Fico e del mio assessorato, sia quello di rimettere in condizioni i territori di utilizzare le risorse», ha dichiarato. «Su questa regione ci sono dati impressionanti sulle risorse ferme presso gli enti locali che non vengono spese. E non stiamo parlando di qualche centinaio di migliaia di euro, ma di decine di milioni destinati alla povertà e ad altre emergenze sociali».

Il dato più eclatante riguarda circa 200 milioni di euro complessivamente bloccati. «Credo che in una regione come la Campania, con i problemi e i numeri della povertà che conosciamo, avere 200 milioni sospesi sul territorio non sia solo un fatto politico-amministrativo, ma prima di tutto un fatto etico», ha sottolineato l’assessore, lanciando un appello a tutti gli amministratori.

Tra le priorità annunciate, la definizione del Piano sociale regionale, fermo da tempo. «Una delle prime cose che abbiamo preso in mano è stato proprio il piano sociale regionale, che era bloccato. Siamo in terribile ritardo, ce lo siamo trovato così, ma stiamo lavorando per portarlo a compimento entro il 31 marzo, così da poter sbloccare i fondi», ha spiegato Morniroli.

Parallelamente, è stato riattivato il tavolo di concertazione con parti sociali, ambiti territoriali, sindacati e terzo settore, che – ha ricordato l’esponente della Giunta Fico – non veniva convocato da due anni e mezzo. «Vorrei caratterizzare l’assessorato sulla capacità di dialogo. Aprire porte e finestre per un confronto costante con i territori», ha aggiunto.

Un confronto che, secondo Morniroli, dovrà necessariamente tener conto delle differenze interne alla regione. «Pensare alle politiche per gli anziani, per l’infanzia o contro la dispersione scolastica qui non è come farle in una periferia napoletana o in una zona costiera. Le politiche regionali devono dare indirizzi chiari, ma saper essere flessibili rispetto ai territori».