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Sulla famiglia: “Non esiste la famiglia tradizionale. La famiglia è famiglia e non ci sono altri modelli”.
Sulla sperimentazione: “Lo Stato, sotto pressione di qualcuno, vuole ammettere che l’embrione umano venga unito a quello di un animale: per quale motivo?”.
Ma soprattutto sull’uomo: “Sono contento che si vogliano difendere le foche, le balene, i cani… Io faccio parte di quelli che vogliono proteggere l’uomo”.
Qualche accenno al voto: “Io andrò a votare. Ci sarà qualcuno che mi rappresenterà in Parlamento ma non delegherò mai a nessuno argomenti che competono me soltanto e la mia coscienza”.
Ma la coscienza deve pur basarsi su qualcosa per assurgere a criterio di distinzione tra bene e male: da qui il binomio e per alcuni aspetti la dicotomia tra etica e morale. La prima definita come la capacità attraverso cui la ragione raggiunge principi fondamentali che consentono di giudicare il bene e il male; la seconda invece basata sulla fede e su principi che non provengono dalla ragione.
“Noi non vogliamo imporre a nessuno la morale cattolica ma chiediamo ai nostri rappresentanti di diffondere valori etici e non morali”.
In questo contesto si inserisce la laicità che “non può essere forma di emarginazione del pensiero cattolico. Uno Stato è laico nella misura in cui ascolta tutte le istanze… se poi è democratico accetta anche l’ingerenza”.
Erudizione anche per quanto riguarda la scienza, definita a torto lontana dal cristianesimo: “Molti scienziati erano cristiani. Non è la scienza che mi preoccupa ma l’ingordigia dell’uomo. Il progresso della scienza, inoltre, deve essere coniugato con l’etica”.
Per finire “… non voglio dirvi di essere orgogliosi di essere cattolici ma di dare forza alla ragione e non spaventarvi ad argomentare con chi non crede. Diamo a Cesare quel che è di Cesare ma diamo a Dio quel che è di Dio”.
(di Manuela Di Pietro)