Pm chiedono rinvio a giudizio per Mancino su trattativa stato-mafia

0
105

Per la trattativa Stato-mafia la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli 11 imputati, boss, alti ufficiali dei Carabinieri, politici. La richiesta è stata formulata dal pm Nino Di Matteo, che ha così concluso davanti al gup Piergiorgio Morosini, nell’aula bunker dell’Ucciardone, la requisitoria cominciata ieri mattina. Secondo il pm, “uomini dello Stato trattarono con la mafia in nome di un’inconfessabile ragion di Stato”. La richiesta riguarda i quattro capimafia corleonesi: Leoluca Bagarella, il capolista, suo cognato Totò Riina, il pentito Giovanni Brusca e il palermitano Antonino Cinà. Tre politici: l’ex ministro democristiano del Mezzogiorno, Calogero Mannino, il senatore Dell’Utri, l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, quest’ultimo risponde solo di falsa testimonianza. Tre ufficiali dell’Arma: i generali Mario Mori e Antonio Subranni e l’ex colonnello Giuseppe De Donno, e anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, Vito, che risponde, oltre che della trattativa, di concorso in associazione mafiosa e calunnia aggravata. La posizione del boss Bernardo Provenzano è stata stralciata nei giorni scorsi e il boss verrà giudicato il 23 gennaio dallo stesso gup: secondo i periti, le sue condizioni psichiche gli impediscono di seguire le udienze. Terminata la requisitoria del pm, la parola è passata alle parti civili. L’udienza preliminare proseguirà domani, con gli interventi dei difensori, e quindi lunedì prossimo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here