Pizzo sulle assunzioni e usura a tassi choc: restano in carcere i due indagati dall’Antimafia

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VALLE CAUDINA- Restano in carcere i due indagati raggiunti da un decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso e usura. Il Gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone non ha convalidato il decreto di fermo della Dda di Napoli ma ha emesso una misura cautelare a carico di Mario De Paola, classe 93 con precedenti e Giovanni Sepe, classe 87, incensurato. Il Gip ha anche accolto l’eccezione di competenza territoriale avanzata dalla difesa dei due indagati, gli avvocati Fabio Russo e Vito Pacca. Gli atti tornano al pm antimafia Vincenzo Toscano, il magistrato che ha coordinato le indagini dei Carabinieri. I militari dell’Arma hanno posto un freno alla vera e propria escalation criminale messa in atto tra il mese di maggio e di luglio da De Paola e dai suoi complici. Per la Dda una vera e propria fazione in campo per il controllo del territorio. Le contestazioni riguardano un tentativo di estorsione per imporre una quota per ogni assunzione nei supermercati della zona che era stato anche seguito da minacce fin sotto casa della vittima e da un episodio di usura ai danni di un soggetto costretto a versare per un prestito di 500 euro, interessi per il venti per cento al giorno e poi finito sotto estorsione dopo aver versato quanto pattuito. Gli atti passano a Napoli, nei prossimi giorni ci dovrebbe essere una misura cautelare bis per evitare una perdita di efficacia di quella emessa da Avellino ed e molto probabile che il caso finisca poi al Riesame.