Avellino – Questo “matrimonio s’adda fare”. E così è stato. Un nuovo logo, un nuovo organigramma, un nuovo partito. Anzi, un ‘partitino’ come lo ha definito Ortensio Zecchino con la pretesa di farsi valere. All’Hotel de la Ville Merito è Libertà, l’associazione Europa Popolare e l’Alleanza di Centro hanno gettato le basi per creare un soggetto che sia capace di attirare l’elettorato ‘sbandato’. A tenere a battesimo la nuova realtà Generoso Benigni, l’ex Ministro Zecchino e Francesco Pionati.
Unità d’azione, ma soprattutto democrazia e meritocrazia. “E’ la prima volta che queste tre anime si ritrovano in un’unica sede. Siamo cosa ben diversa dal PdL e lo affermiamo senza alcun velo di polemica”. Ha esordito così Generoso Benigni, prima a prendere la parola. “Messo da parte lo spirito verticistico, daremo voce alla vera democrazia. Qualcuno ci ha definiti parassiti, ma noi non viviamo nell’ombra della capacità mediatica del PdL buono solo ad aggregare. Nel PdL non siamo mai entrati, quindi non abbiamo mai tradito e non abbiamo mai compiuto scelte opportunistiche. Facciamo politica per passione e siamo qui con Pionati e Zecchino per dare vita a qualcosa di importante. Non mi sarei mai aspettato di arrivare a livello nazionale e sono sicuro che a breve diventeremo anche il secondo o terzo partito in Provincia”. Per quanto riguarda l’assetto organizzativo, Benigni inquadra i tre fondatori del partito quali guide sostenuti dai consiglieri provinciali e comunali e da tutti gli aderenti.
La seconda analisi del momento, quella di Zecchino, è stata indirizzata sulle linee da seguire affinchè “…la nostra posizione sia rafforzata sempre più. A livello nazionale, abbiamo tutte le ragioni di venire alla luce. A sinistra Bersani si insedia e c’è chi scappa (caso Binetti, ndr); a destra il monolite del PdL è incrinato dal vistoso scontro Berlusconi-Fini ed ormai non siamo più al pettegolezzo interno ad un partito. Siamo un ‘partitino’ ed in quanto tale non sappiamo quale sarà la nostra durata biologica, ma una cosa è certa: avremo un nostro senso all’interno del panorama nazionale, rifiutando l’idea di partito multiculturale. Noi abbiamo la nostra cultura che è libera-democartica e popolare. Per fare questo, dobbiamo lanciare il cuore oltre l’ostacolo e non ci dobbiamo lasciare irretire ed intimidire dai giudizi locali e proseguire sulla nostra strada. Dobbiamo recuperare l’elettorato ‘sbandato’, quello che si rifugia a sinistra pur di contrastare il berlusconismo. Dobbiamo attrarre questa massa, radicandoci sul territorio ed aprendo un tesseramento per fidelizzare che vuol essere partecipe. Non saremo la brutta copia degli altri partiti che non vogliamo imitare”.
A concludere il ciclo di interventi è stato Francesco Pionati che ha dapprima illustrato lo stato di avanzamento dell’Adc al Nord, per poi passare allo “…sforzo compiuto anche in Irpinia per poter ottenere i grandi risultati delle scorse elezioni. Non sono un demitiano perché non ho mai decapitato il mio avversario o alleato. Abbiamo l’umiltà politica di partire dal basso e di costruirci sui sacrifici di tutti. Noi resteremo organici al centrodestra e sosterremo qualunque candidato. Molti mostrano perplessità sulla candidatura di un salernitano alla Regione (De Luca) nonostante sia un cavallo forte. Ma se alla Casa Bianca abbiamo un presidente di colore vuol dire che la politica non è utopia, anzi. Dobbiamo prepararci alla sfida delle Regionali psicologicamente e culturalmente perché il cambiamento sarà profondo. Noi non vogliamo gestire il potere ormai logoro, ma essere rinnovamento. Alle scorse elezioni siamo stati derisi sia ad Avellino, che a Napoli, che a Salerno ed anche in Puglia. Ma alla fine abbiamo ottenuto 150mila voti di cui 60mila in Campania e 50mila in Puglia. È su queste basi che dobbiamo rilanciarci. Il Pd ha capito come uscire dalla crisi, il PdL è imprigionato nell’illusione che questa crisi interna non ce l’abbia e questo perché al suo interno non ci sono regole democratiche”. Poi un passaggio sulla Provincia, dove Pionati prevede un futuro nefasto: “Se l’amministrazione Sibilia continua a dare appalti e consulenze a chi fa di cognome De Mita credo che presto vedrà conclusa la sua legislatura. In Provincia c’è difficoltà nel gestire la cosa pubblica e questo perché c’è la libera occupazione del potere da parte di chi lo sa gestire (De Mita, ndr). Noi saremo sempre alleati leali e mai pedine di serie B, soprattutto quando siamo chiamati da leader che vivono nell’ombra dei nazionali. Noi abbiamo un progetto missionario, perché non facciamo politica per vivere. Abbiamo altre aspirazioni e non accetteremo compromessi”. (di Marianna Marrazzo)
