Pino Guardabascio: “Ariano, torniamo grandi. Io so come si fa….”

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Da “Il Biancoverde” n.9 del 18/10/2013

La sua firma è leggibile già in maniera netta sul campionato della Vis Ariano che lo ha riportato sul Tricolle dopo anni di lontananza. Pino Guardabascio , punta di diamante del tridente di Del Vecchio, a distanza di un decennio è tornato a far sognare i tifosi arianesi. L’esperto centravanti biancazzurro ha girovagato per tutta la sua lunga carriera lasciando il segno in ogni squadra con raffiche di gol. In estate il club del duo Puorro-Zuollo ottiene l’ammissione in Eccellenza ed il pensiero per l’attacco va subito a lui che in area di rigore raramente perdona. Arianese purosangue, Guardabascio si presenta con un biglietto da visita dalle cifre impressionanti: un high di 37 centri stagionali con la Lupa Frascati (2010/2011), che ha polverizzato il precedente record di 33 con la maglia della Gelbison (2006/2007). “Sono tornato con tanto entusiasmo e consapevole di poter dare una mano alla squadra della mia città” è la dichiarazione d’amore di Guardabascio ai colori che in fondo gli sono sempre appartenuti. “La Vis Ariano – continua – è una società che vuole crescere a piccoli passi. C’è un progetto duraturo per riportare il grande calcio ad Ariano Irpino e, di conseguenza, la gente allo stadio, come accadeva ai tempi della Serie D. Sono convinto che con sacrificio e pazienza questi tempi possano tornare. E’ sempre bello tornare a casa. Giocare nella propria città ha un sapore particolare. Giocare con la maglia della Vis Ariano addosso mi dà grosse emozioni”. Tanto meglio se a sudarla ci sono altri compagni di avventura arianesi come il capitano Mario Grasso ed il suo omonimo Gianluca Guardabascio, pilastri della difesa. “Con loro c’è un rapporto che va al di là del calcio – spiega l’attaccante lo scorso anno campione del nel girone A di Eccellenza con il Marcianise – Daremo il massimo per la gente arianese. Io e Mario siamo cresciuti insieme nel Benevento, salvo poi intraprendere strade differenti. Ora ci siamo ritrovati tutti. L’amicizia che ci lega è la nostra arma in più in campo”. La presenza di tre senatori di questo calibro aiuta a crescere l’intero collettivo. “Ho sempre creduto nel gruppo e la Vis ha un gruppo eccezionale” è il pensiero di Guardabascio che depone per un momento l’egoismo del bomber di razza e aggiunge: “Ritengo che lo spirito di squadra sia alla base delle prestazioni del singolo. Laddove non c’è gruppo i risultati non arrivano. La sintonia all’interno di una squadra si costruisce con le piccole cose. Contro la Poseidon, ad esempio, Di Tuccio mi ha chiesto di calciare il calcio di rigore allo scadere e io ho accettato senza problemi”. Un passato ricco di soddisfazioni e di istantanee conservate gelosamente nel cassetto dei ricordi. Due i gol impressi nella mente di Pino Guardabascio: “Per importanza senza dubbio il gol al 94′ a Battipaglia quando giocavo nella Gelbison. Era la stagione 2006/2007 e mancavano poche giornate alla fine del campionato. Fu il gol che ipotecò la promozione in Serie D. A fine partita vidi alcuni nostri tifosi con le lacrime agli occhi. Per un piccolo centro come Vallo della Lucania la Serie D aveva un valore inestimabile. Il gol più bello, invece, l’ho segnato con il Venosa: su un lancio agganciai la palla con la punta, me la aggiustai con la coscia e senza farla battere a terra la indirizzai verso la porta”. “Nola nella stagione 2009/2010– continua percorrendo la rassegna dei ricordi – invece, è stata la piazza che mi ha dato di più con un pubblico caloroso. Noi calciatori sentivamo addosso quella pressione che ci faceva sentire come dei professionisti. Anche lì vinsi il campionato di Eccellenza ed un premio davvero speciale: il pallone d’oro per il miglior calciatore di Eccellenza dell’anno messo allora in palio dal Corrierino dello Sport Campania”.

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