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Uno degli aspetti più importanti e qualificati del Prs Campania, così come evidenziato dall’Assessore all’agricoltura Gianfranco Nappi è rappresentato dai progetti integrati di filiera su cui puntare per realizzare le progettualità delle zone rurali che si trovano ad affrontare sfide importanti. I progetti integrati di filiera sono quindi finalizzati a promuovere e a realizzare, nelle filiere agricole ed agro-industriali, assetti più dinamici e competitivi attraverso interventi coordinati per l’ammodernamento strutturale del sistema della produzione, trasformazione e valorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze l’introduzione delle innovazioni e il miglioramento della qualità, la ricerca e la formazione professionale. Tali finalità vengono perseguite attraverso lo sviluppo di nuove forme di governance di filiera che mobilitino e favoriscano alleanze strategiche tra operatori economici e non economici che a vario titolo mirano ad accrescere la competitività delle filiere sui mercati.
“E il territorio del baianese, del Vallo Lauro e dell’Agro Nolano partendo dalla coltura endemica e autotoctona del nocciolo, deve misurarsi con la capacità di progettare seriamente un PIF in grado di dare sostegno all’economia locale che deve necessariamente trovare uno spazio di crescita non solo come fattore di promozione della corilicoltura in un sistema di competitivà nazionale e transnazionale ma, come occasione di sostegno del mercato del lavoro soprattutto giovanile cui occorre fornire occasioni nuove, soprattutto culturali, per rimodulare il rapporto con l’agricoltura che si va imponendo come settore con un alto potenziale di occupazione”. E’ quanto dichiarato dal primo cittadino di Sperone Salvatore Alaia che ha aggiunto: “Il compito primario degli attori istituzionali ed in generale degli amministratori locali è quello di stimolare e sensibilizzare gli operatori privati a partecipare al processo di definizione dei progetti di filiera perché non possiamo permetterci di scontare un’ulteriore ritardo che inficerebbe sensibilmente lo sviluppo delle nostre zone chiamate a confrontarsi con la competitività non solo delle altre Regioni ma soprattutto degli altri Paesi della Ue”.