Pif – Alaia: “I privati devono intervenire con progetti concreti”

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Sperone – Il 56% della popolazione dei 27 Stati membri dell’Unione europea vive in zone rurali e queste ultime rappresentano il 91% del suo territorio; è quindi evidente che lo sviluppo rurale costituisce un settore di vitale importanza. L’agricoltura e la silvicoltura rimangono le forme prevalenti di utilizzazione del suolo e di gestione delle risorse naturali nelle zone rurali dell’UE, oltre a costituire un’importante piattaforma per la diversificazione delle attività economiche nelle comunità rurali. Il rafforzamento della politica di sviluppo rurale dell’UE è quindi ormai una priorità generale dell’Unione europea e di questo gli stati membri hanno piena consapevolezza. E la Regione Campania nell’ambito delle linee di sviluppo delle azioni e degli interventi per lo sviluppo rurale ha codificato il proprio programma che nella sua interessenza costituisce una piattaforma unica che consente l’attivazione di una serie di misure e azioni che concorrono a rafforzare il modello di promozione e sostegno del proprio territorio attraverso il miglioramento della competitività aziendale e della qualità delle produzioni, della qualità ambientale e paesaggistica, nonché alla rivitalizzazione delle opportunità offerte dalle zone rurali. Ma un programma organico come il Psr della Campania 2007/2013 necessita a sua volta di strumenti affidabili ed al tempo stesso altamente operativi capaci di tradurre in azioni concrete, efficaci ed essenzialmente praticabili le progettualità per un settore come quello della ruralità cui occorre guardare con grande attenzione e soprattutto senso di responsabilità per non sprecare un’occasione storica su cui veramente progettare lo sviluppo di aree soprattutto come quelle interne della nostra regione.
Uno degli aspetti più importanti e qualificati del Prs Campania, così come evidenziato dall’Assessore all’agricoltura Gianfranco Nappi è rappresentato dai progetti integrati di filiera su cui puntare per realizzare le progettualità delle zone rurali che si trovano ad affrontare sfide importanti. I progetti integrati di filiera sono quindi finalizzati a promuovere e a realizzare, nelle filiere agricole ed agro-industriali, assetti più dinamici e competitivi attraverso interventi coordinati per l’ammodernamento strutturale del sistema della produzione, trasformazione e valorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze l’introduzione delle innovazioni e il miglioramento della qualità, la ricerca e la formazione professionale. Tali finalità vengono perseguite attraverso lo sviluppo di nuove forme di governance di filiera che mobilitino e favoriscano alleanze strategiche tra operatori economici e non economici che a vario titolo mirano ad accrescere la competitività delle filiere sui mercati.
“E il territorio del baianese, del Vallo Lauro e dell’Agro Nolano partendo dalla coltura endemica e autotoctona del nocciolo, deve misurarsi con la capacità di progettare seriamente un PIF in grado di dare sostegno all’economia locale che deve necessariamente trovare uno spazio di crescita non solo come fattore di promozione della corilicoltura in un sistema di competitivà nazionale e transnazionale ma, come occasione di sostegno del mercato del lavoro soprattutto giovanile cui occorre fornire occasioni nuove, soprattutto culturali, per rimodulare il rapporto con l’agricoltura che si va imponendo come settore con un alto potenziale di occupazione”. E’ quanto dichiarato dal primo cittadino di Sperone Salvatore Alaia che ha aggiunto: “Il compito primario degli attori istituzionali ed in generale degli amministratori locali è quello di stimolare e sensibilizzare gli operatori privati a partecipare al processo di definizione dei progetti di filiera perché non possiamo permetterci di scontare un’ulteriore ritardo che inficerebbe sensibilmente lo sviluppo delle nostre zone chiamate a confrontarsi con la competitività non solo delle altre Regioni ma soprattutto degli altri Paesi della Ue”.

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