Pietradefusi – Cerimonia per i 100 anni del Ginnasio Pascucci

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Si sono tenute le celebrazioni per il centenario del Ginnasio Pascucci di Pietradefusi. Alla presentazione del libro Dionisio Pascucci “Storia di una fondazione: L’Opera Pia Pascucci di Pietradefusi” sono intervenuti il presidente della Fondazione, Giovanni De Caro, il sindaco di Pietradefusi, Giulio Belmonte, l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione di Pietradefusi, Raffaello De Nisco, l’autore, i professori Mario Aquilino Iarrobino e Francesco Barra, docente di Storia Moderna all’Università di Salerno.
Un omaggio all’illustre cittadino di Dentecane, Dionisio Pascucci, che nelle sue disposizioni testamentarie decise di lasciare tutto il suo patrimonio per la costruzione di un Pio Stabilimento di educazione ed istruzione e l’annessa Chiesa di San Paolo Apostolo. Un gesto di grande generosità e di amore verso la sua terra, dettato dal dolore della prematura perdita del suo unico figlio, allo scopo di “far risorgere la persona del figlio Paolo Emilio e perpetuarne la memoria presso i posteri”. Nel libro l’autore, tra l’altro discendente del famoso giurista, vuole ripercorrere le tappe che, a partire dal testamento olografo (risalente al 1852), hanno segnato la nascita della Fondazione e del Ginnasio. L’insigne giudice, che ricoprì ruoli di primo piano nella magistratura del Regno di Napoli, lasciò tutto il suo ingente patrimonio alla Reverenda Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo di Napoli, per la fondazione di una scuola nel suo paese affinché i giovani di ambo i sessi ricevessero la dovuta istruzione, anche quelli provenienti dalle famiglie disagiate. Prima che però le ultime volontà del Pascucci andassero in porto passarono circa 25 anni, spesi in battaglie legali, in seguito alle riforme che portarono alla soppressione della personalità giuridica degli Enti ecclesiastici. Alla fine del 1800, la querelle si risolse a favore delle volontà testamentarie del giurista, e così furono avviati i lavori di costruzione del Pio Stabilimento, del Convitto e della Chiesa di San Paolo. Illustre anche il progettista: l’ingegnere architetto Almerico Meomartini.
A partire dal 1910 fu inaugurato il Ginnasio che, nei primi anni del secolo Ventesimo divenne un prospero ginnasio pareggiato, con convitto annesso per ospitare gli alunni provenienti dai paesi dell’Irpinia, ma anche di altre province. Tanti gli studenti illustri che sono frequentarono la scuola di Pietradefusi, (come Giovanni Palatucci) che poi sono diventati noti professionisti non solo nella provincia, ma in Italia.
“In questo libro – dichiara Dionisio Pascucci – ho voluto effettuare una ricostruzione storica degli eventi che, a partire dal testamento hanno consentito la realizzazione dell’istituto. Dare il giusto merito non solo al testatore, ma anche agli artefici materiali che hanno dato un grosso contributo per la nascita e la crescita culturale delle generazioni di studenti di Pietradefusi e non solo. Importante, dunque, dare risalto alla lungimiranza di Dionisio Pascucci che, negli anni della sua professione, aveva capito che l’istruzione e la cultura fossero il punto di partenza per consentire agli individui di elevare la propria condizione sociale, lasciandosi alle spalle la miseria e l’impotenza di fronte alle angherie dei potenti. E, in un periodo storico, in cui la maggior parte della popolazione era totalmente analfabeta il suo obiettivo fu quello di educare ed istruire i giovani, senza distinzione di sesso e di condizioni economiche. Il suo lascito,dunque, ha segnato positivamente il destino del nostro paese che, nelle sue intenzioni, doveva divenire un faro luminoso di sapere. Per questo, è mia intenzione di devolvere il ricavato del libro per continuare nella sua scia, e costituire delle borse di studio per alunni di Pietradefusi, economicamente svantaggiati, che al termine della terza media vogliano intraprendere gli studi presso il nostro ginnasio”.
Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale di Pietradefusi. In particolare, l’assessore Raffaello De Nisco ringrazia l’autore del libro, evidenziando che “è compito di una valente e buona amministrazione promuovere le diverse modalità con cui la cultura si manifesta favorendo con ogni mezzo la sua espressione. In particolare, è compito di un buon amministratore sostenere le diverse manifestazioni culturali allo scopo di evidenziare e rafforzare messaggi educativi ed istruttivi che siano da esempio per tutti i cittadini. La costruzione di una coscienza critica che accompagni i giovani nella realizzazione del proprio futuro non può che basarsi sulla conoscenza del passato, di chi siamo stati, per proiettare se stessi nel futuro”. “Un libro- conclude- che ripercorre la storia della Fondazione Pascucci “ab origine”, mettendo in luce funzioni e finalità di una struttura centenaria che rappresenta il fiore all’occhiello della comunità dentecanese. Un libro utile a chi vuole conoscere le vicende di una maestosa struttura che si incrocia con quella di una comunità da sempre sensibile verso il mondo dell’erudizione, della scuola, della cultura”.

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