Piero Angela compie 87 anni, una vita passata da divulgatore scientifico

Piero Angela compie 87 anni, una vita passata da divulgatore scientifico

22 Dicembre 2015

“Il titolo Quark è un po’ curioso e lo abbiamo preso a prestito dalla fisica, dove molti studi sono in corso su certe ipotetiche particelle subnucleari chiamate appunto quark, che sarebbero i più piccoli mattoni della materia finora conosciuti. È quindi un po’ un andare dentro le cose.”

E’ così che Piero Angela descrive la trasmissione televisiva con cui ha legato il proprio nome sin dagli anni ottanta. Oggi il divulgatore scientifico compie la bellezza di 87 anni, tutti noi lo associamo quando sulle note di “Aria sulla quarta corda”, uno dei capolavori del compositore tedesco Johann Sebastian Bach, presenta la trasmissione televisiva di sapere scientifico “Quark”. Sì perché il conduttore televisivo è anche un noto appassionato di musica, precisamente di Jazz ed è anche un eccellente pianista.

Non ha mai completato il suo percorso di studi all’Università, tuttavia è stato insignito di otto lauree honoris causa e da numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Tra questi, nel 1993 il Premio Kalinga per la divulgazione scientifica attribuitogli dall’UNESCO e nel 2002 la medaglia d’oro per la cultura della Repubblica Italiana.

In carriera ha ricevuto anche diverse critiche, oltre a citazioni in giudizio per diffamazione. Nel 2000 affermò in trasmissione che la medicina omeopatica non avesse fondamenta scientifiche e, dopo il processo, venne assolto in quanto il giudice ha riconosciuto la non scientificità della disciplina.

Il suo più grande pregio è stato quello di avvicinare le giovani menti alla conoscenza scientifica, le sue trasmissioni sui dinosauri registravano un bacino d’udienza altissimo, soprattutto tra i più giovani.

Lui stesso ha parlato così della sua opera di divulgazione: “Ho sempre cercato, nelle mie trasmissioni, di inserire elementi di incontro col pubblico, dal linguaggio alle trovate, dagli esempi alle battute, rifiutando quella finta serietà tanto cara all’ufficialità italiana in ogni campo. Io penso che la serietà debba essere nei contenuti, non nella forma”.


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