Piano ospedaliero: consiglio ad oltranza. L’appello di Giusto

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Napoli – “Credo che oggi possa essere la giornata in cui il Consiglio regionale possa onorare l’impegno di riorganizzare nella nostra regione le funzioni delle strutture ospedaliere”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Commissione sanità Angelo Giusto (Ds), intervenendo in apertura dei lavori consiliari aventi ad oggetto il Piano Ospedaliero regionale per il triennio 2007/2009. “Abbiamo fatto un lungo lavoro in Commissione, composta da 26 consiglieri che si sono soffermati su come definire la rete ospedaliera in Campania, senza mai far prevalere la forza dei numeri, ma dando spazio alla forza della ragione e per dare vita ad un testo nuovo che arriva alla discussione di quest’Aula attraverso mille convergenze, attraverso l’ascolto del territorio, affrontando migliaia di emendamenti con spirito unitario, nella convinzione che il diritto alla salute è di tutti e non ha colore politico”. Giusto ha rivolto un appello all’Assemblea “non come presidente, nè come consigliere regionale, ma come cittadino della Campania, a far sì che i colori delle nostre casacche non diventino strumento per stare da una parte o dall’altra. Discutiamo affinché non ci sia una separazione pregiudiziale e affinché questo grande sforzo possa, attraverso la discussione dell’Aula, possa arricchirsi ulteriormente. Una sola cosa non possiamo fare – ha precisato Giusto – rinviare ancora un atto tanto importante per i sei milioni di cittadini della Campania, mettendo a rischio il nuovo patto sottoscritto dalla nostra regione con il Governo. Mi auguro che nessuno voglia assumersi questa grave responsabilità”. “Del Piano abbiamo forte bisogno, non di un piano qualsiasi, ma di un piano che eleva la qualità delle prestazioni. Sarò qui ad ascoltare tutti gli interventi di coloro che vogliano dare una mano in questa direzione. Chiedo che prevalga questo senso di responsabilità, senza chiedere ad alcuno di rinunciare alle proprie opinioni e alle proprie proposte, ma nella convinzione che oggi abbiamo il dovere di approvare il Piano ospedaliero per aprire una nuova fase nella sanità campana”. Nel rispondere all’appello del Presidente Giusto, il consigliere Pietro Diodato (An) ha auspicato che “l’appello non cada nel vuoto attraverso il prevalere delle istanze politiche del centrosinistra, che sono state espresse chiaramente da alcuni consiglieri dello Sdi, secondo i quali il Piano ospedaliero nasce già morto rispetto ad una situazione debitoria che rende desolante qualunque intervento”. “Le proposte di alleanza Nazionale tendono a ridurre il peso della sanità in politica – ha spiegato Diodato – ci auspichiamo che si tenga conto di ciò nella approvazione de Piano”. Nel merito, Diodato ha sottolineato che “esso non fa altro che gestire l’esigenze, non andando oltre le buone intenzioni e non mettendo in campo alcuna strategia per risanare la sanità campana. L’esponente di An ha, poi, evidenziato che “il Piano riduce il rapporto tra la popolazione e i posti letto senza basarsi su alcun punto di riferimento certo e non riducendo lo squilibrio dei posti letto tra Napoli e Provincia”. Diodato si è poi soffermato “sui limiti del Piano, soprattutto per quanto riguarda il settore oncologico non prevedendo esso adeguate strutture per le cure radioterapiche; allo stesso modo il Piano non prevede alcunchè per quanto riguarda il controllo dell’assistenza infermieristica, nei settori della specialistica ambulatoriale e medica. Oggi il medico di famiglia svolge un ruolo limitato perché teme di incidere sulla spesa del distretto di riferimento, il paziente si sente dunque libero di rivolgersi agli ospedali per ottenere quelle prestazioni che il medico di base non gi consente. Ciò determina una duplicazione di prestazioni, una pluralità di risposte che dà la struttura sanitaria senza alcuna razionalizzazione delle prestazioni. L’abbattimento dei costi della sanità dipende dalla razionalizzazione e dal controllo della spesa, anche con riferimento al ricorso alle strutture extraregionali, soprattutto verso Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna che ricevono il 40% della migrazione sanitaria proveniente dalla Campania. Tra le nostre proposte – ha proseguito Diodato – c’è quella di delocalizzare il Secondo Policlinico nell’area di Giugliano, dove ci sono solo 596 posti letto e ai quali si aggiungerebbero i 1140 del Policlinico. Questa sarebbe un’operazione a costo zero da attuare attraverso il projet financing, sul modello dell’ospedale di Mestre”. Il consigliere dei Ds Giuseppe Russo ha sottolineato che “il Piano ospedaliero è una riforma strutturale di cui la regione necessita. In particolare, l’ospedale va concepito in maniera diversa e nuova puntando sulla specializzazione. Non mi appassionano le polemiche – ha evidenziato Russo – mi appassiona, invece, l’approvazione di uno strumento indispensabile per mettere il sistema ospedaliero nelle condizioni di funzionare, dettando delle regole chiare e oggettive e stando alla larga dalle pressioni lobistiche e confermando il ruolo primario della politica. Per questo è fondamentale che questo Consiglio regionale approvi oggi il Piano ospedaliero, un atto politico”. Il capogruppo del Nuovo Psi Massimo Grimaldi sottolineato che “approvare il piano ospedaliero sembra di divenuto un diktat a prescindere da qualunque valutazione sul piano stesso e dalla doverosa valutazione sui manager e sul loro operato che ha pesato gravemente sul deficit della sanità campana. La sanità campana è prigioniera di interessi trasversali attraverso lobby che sulla salute hanno costruito le loro fortune. Carenze strutturali, migrazione sanitaria, liste di attesa lunghissime, un deficit da 8.500 miliardi di vecchie lire: in questo quadro la Giunta regionale ha presentato un piano ospedaliero sul quale si è immediatamente creato un clima di assalto alla diligenza, da un lato, e dall’altro le aspettative più o meno legittime da parte degli operatori sanitari pubblici e privati”. Per Grimaldi, “bisogna, dunque, ricostruire un servizio sanitario regionale fuori dalle logiche personalistiche, più efficiente ed efficace, più a misura d’uomo e dove alle persone vengano somministrate cure adeguate, individuando le fonti dello spreco e rimodulando la spesa attraverso una valutazione dei bilanci per struttura”.
Per il capogruppo di Forza Italia Cosimo Sibilia “il piano ospedaliero va interamente rivisto, rimodulando il rapporto tra ospedalità pubblica e privata e ridistribuendo i posti letto sul territorio. Pur d’accordo in linea di principio sulla autosufficienza territoriale proposta, siamo fortemente preoccupati per il metodo adottato dalla maggioranza che scontenta popolazioni e sindaci”. Il consigliere Luca Colasanto (Nuovo Psi) ha sottolineato che si tratta di un piano che “razionalizza le strutture ma penalizza i servizi”. “Abbiamo molte cose da lamentare perché la sanità nel Sannio non funziona. Abbiamo, infatti, un ospedale, quello di San Bartolomeo in Galdo, che da cinquanta anni non può definirsi un ospedale. Su questo nosocomio auspico che venga costituita una commissione di inchiesta, per fare chiarezza”. “Una seduta di consiglio regionale tra il ridicolo ed il surreale”. E’ questo invece il giudizio del capogruppo regionale di Alleanza nazionale, Francesco D’Ercole: “Hanno chiesto a noi dell’opposizione – ha dichiarato – di collaborare perché il piano venisse approvato e per questo motivo è stata convocata una seduta ad oltranza. Hanno ripetutamente ribadito di essere disponibili ad accettare proposte utili a migliorare il piano elaborato dalla commissione. E, invece, con la massima arroganza, ci hanno costretti ad intervenire in un’aula totalmente vuota dei consiglieri della maggioranza ed in assenza dello stesso assessore alla salute, Angelo Montemarano. Per parlare di un documento che ancora non esiste e quindi che non conosciamo”.
Il capogruppo della Margherita Mario Sena ha invitato l’assemblea a trovare punti di convergenza: “Auspico che sui temi emersi da questo dibattito continui il confronto per approdare alla approvazione del piano. La sanità è stata la materia su cui c’è stata ampia discussione in questa Aula, attraverso interrogazioni e dibattiti. L’intento della Margherita è quello di soddisfare le esigenze del territorio, mi auguro che si possa proseguire con lo stesso spirito costruttivo che si è avuto in Commissione”.

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