Piano ospedali – Guarino: “L’Irpinia non si tocca: sarà resistenza”

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Solofra – La buona notizia è che il piano di riordino degli ospedali in Campania (che prevede, nell’arco di un triennio, una riduzione della spesa sanitaria campana dell’1,5 per cento, pari a circa 150 milioni di euro, ndr) dovrebbe subire un brusco stop con l’insediamento della nuova Giunta Caldoro. Lo ha affermato il primo cittadino di Solofra, Antonio Guarino, portavoce delle fasce tricolori del comprensorio montorese-solofrano-serinese che questa mattina si sono date appuntamento davanti all’ospedale Landolfi di Solofra per una fragorosa protesta contro i tagli previsti dal subcommissario per la sanità, Giuseppe Zuccatelli.

Tra i presenti, oltre a Guarino e Giunta di Palazzo Orsini, anche i primi cittadini delle due Montoro, Francesco De Giovanni e Salvatore Carratù, il sindaco di Serino Gaetano De Feo, il sindaco di Santa Lucia di Serino Fenisia Mariconda e il sindaco di Montefredane Carmine Troncone.

ZUCCATELLI ‘TRADITORE’ – Ed è stato proprio il funzionario delle Asl marchigiane a finire nel mirino delle feroci critiche del primo cittadino di Solofra, che in più riprese lo ha apostrofato come ‘traditore’ dei territori irpini.
“C’è la volontà di massacrare le piccole realtà come quella di Solofra, di Ariano, di Bisaccia e di Sant’Angelo – ha affermato Guarino – Perché la scure dei tagli non si abbatte sulle case di cura private del napoletano invece di accanirsi contro i validi e funzionali ospedali delle province interne? Zuccatelli è un signor nessuno, totalmente estraneo alle nostre vicende”.
Relativamente al nosocomio conciario, il piano ospedaliero dovrebbe prevedere la trasformazione del Landolfi in un polo riabilitativo, con conseguente chiusura di gran parte dei reparti e un corposo taglio dei posti letto.
“Qui ci sono responsabilità grosse da parte della Regione – ha continuato Guarino – Mi appello al buon senso dei sindaci, dei neo eletti consiglieri regionali irpini, mi appello al presidente Sibilia e a D’Ascoli: il Landolfi è un gioiello per eccellenza e non deve e non può trasformarsi in un polo riabilitativo”.
E a chi gli chiede se si aspettava un attestato di solidarietà anche da parte della città capoluogo, Guarino replica seccamente con un ‘no comment’.

Poi, la provocazione: “Oggi proclamo ufficialmente lo stato d’agitazione di tutto il comprensorio montorese-solofrano-serinese sperando che la nuova Giunta Caldoro ci ripensi e faccia un passo indietro. Siamo di fronte alla follia di chi si mette a tavolino per vedere chi protesta di meno di fronte ai tagli: Solofra protesterà in pieno, fino ad arrivare al blocco di tutte le attività e servizi. Solofra non si tocca. Sarà resistenza ad oltranza nel rispetto della legalità e delle norme”.

Infine, a gettare benzina sul fuoco della polemica tra Avellino e Comuni della provincia è Onorio Nargi, Direttore Area Dipartimentale Radiologia del Landolfi e esponente del Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri: “Chi ha redatto questo piano non conosce le realtà positive dell’Irpinia, tra le più positive in Campania – spiega Nargi – Ma occorre lavorare in rete, tutti insieme. L’ospedale di Avellino ad esempio non si può comportare come Ente a sé stante. Basta – conclude – con la politica di contrada, si ha una idea confusa di quella che deve essere la sanità in Campania e in Irpinia. Basta con il napolicentrismo e adesso basta anche con questo sterile provincialismo”.

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