Pestato in cella, due piste sulla causa del raid. L’inchiesta della Procura continua

0
1200

AVELLINO – Punito per un affronto ai danni di un altro detenuto calabrese o perche’ come lui stesso avrebbe riferito ai pm avellinesi Vincenzo D’Onofrio e Vincenzo Toscano era finito nel mirino di un altro detenuto calabrese insospettito dalle continue visite a colloquio con il comandante? Sulla reale causale del brutale pestaggio per cui tre agenti della Polizia Penitenziaria sono finiti ai domiciliari ( per la falsa relazione depositata il 16 marzo) non c’e’ ancora una certezza. Molto probabile che la punizione, come captato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, sia avvenuta perche’ il detenuto intratteneva una corrispondenza con la donna di un altro carcerato. Motivo per cui sarebbe scattata, dopo una prima lite ed in seguito al suo trasferimento al secondo piano in Alta Sicurezza, la spedizione punitiva. Le indagini di Procura e Carabinieri sono pero’ ancora in corso ed e’ molto probabile che saranno sentiti anche gli altri detenuti coinvolti. A partire da quelli interessati alla spedizione e a quanto avvenuto nei giorni successivi, prima che il detenuto pestato fosse trasferito nel carcere di Poggioreale. Indagini che puntano anche a capire se la mattina della spedizione punitiva qualcun’altro ha visto restando in silenzio.