Perugia-Avellino 1-1, le pagelle

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L’inviato a Perugia, Claudio De Vito – E’ un Avellino di sostanza e orgoglioso quello che conquista un punto a Perugia ripartendo dopo l’ottobre negativo sul piano della prestazione. Personalità e convinzione tra le fila dei biancoverdi con Migliorini sugli scudi in difesa, D’Angelo a centrocampo e Ardemagni in avanti grazie al gol ritrovato. I voti ai lupi nelle pagelle di Irpinianews.

Radu 6 – Salva d’istinto su Di Carmine nel primo tempo in una partita tutto sommato di ordinaria amministrazione. Parte in ritardo sul rigore di Cerri ma il rigore è una conclusione già di per sé complicata da interpretare.

Suagher 6 – Buonaiuto lo manda fuori giri nel primo tempo. Nel complesso mostra sicurezza nella nuova veste difensiva, anche se Cerri gli dà filo da torcere con la sua stazza.

Migliorini 6.5 – E’ lui il perno del terzetto difensivo. E’ a suo totale agio nel dirigere le operazioni nelle retrovie e lo dimostra in un paio di letture provvidenziali in area. Rosati dice di no al suo colpo di testa.

Ngawa 6 – Nel finale apre una crepa sul suo lato ma per fortuna Migliorini mura Cerri. E’ l’unica macchia sua una prestazione attenta e guardinga. Sempre più jolly difensivo.

Laverone 6 – Gode di spazio che Pajac gli concede e allora pensa bene di assistere Ardemagni con un traversone al bacio. Riscatta la fase difensiva dell’intera partita quando salva su Cerri lanciato a rete a tu per tu con Radu.

Moretti 5.5 – Non è il campo adatto alle sue caratteristiche di metronomo. Quando a spazio distribuisce il pallone, ma soffre la fisicità dell’avversario di turno nel contrasto. Il centrocampo a tre può soltanto giovargli (dal 24′ st Lasik 5.5 – Spaesato e di poca sostanza, è poco determinato quando gioca il pallone).

Di Tacchio 6 – Segue come un’ombra Falco costretto spesso a defilarsi per trovare spazio. Agisce da vero frangiflutti e nel finale ‘rischia’ di ripetere il gran gol dello scorso anno al “Curi” tra le fila del Pisa con la bordata di sinistro graffiata in angolo da Rosati.

D’Angelo 6.5 – Entra in tante azioni offensive dell’Avellino perché agisce quasi da trequartista inserendosi bene senza palla. Tenta la gloria personale in acrobazia nel primo tempo ed ingaggia il duello con Rosati che gli nega la gioia del gol in due occasioni nella ripresa. Anima, grinta e pericolosità per il capitano (dal 38′ st Falasco s.v.)

Molina 6 – E’ costretto a rientrare sempre sul destro rallentando la giocata. Quando ha spazio sulla corsia preme sull’acceleratore e alla fine urla per l’ingiustizia del rigore. Nel 3-5-2 deve preoccuparsi più del dovuto di coprire facendo il terzino nella fase di non possesso.

Asencio 6 – Doppio urlo strozzato in gola: sul petto in posizione di fuorigioco secondo il guardalinee e sul destro a fil di palo. Non è fortunato ma si batte come un leone alla ricerca di spazi per sé e per la squadra (dal 20′ st Castaldo 5.5 – Non riesce a tenere palla per far salire la squadra come vorrebbe il suo allenatore, oltre a non garantire peso specifico in area).

Ardemagni 6.5 – 656 minuti dopo di nuovo in gol, mentre l’Avellino non segnava a Perugia da 374 giri di lancette. Veste i panni dell’ex spietato ma con rispetto senza esultanza. L’Avellino ha ritrovato il suo bomber in grado di capitalizzare al massimo l’unica occasione da gol.