Persi un milione e 300 mila euro: di chi è la colpa?

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Revocati un milione e 300 mila euro inerenti alla formazione professionale per “problemi burocratici. A sparare a zero la Cisl di Avellino guidata da Enrico Ferrara che senza mezzi termini dice la sua. “Sta finalmente venendo a galla la verità sul finanziamento da parte della Regione Campania dei progetti del Contratto D’Area della provincia di Avellino. Dopo anni di annunci e promesse, per fantomatici quanto incomprensibili problemi di ordine burocratico, emerge con chiarezza una delle più colossali prese in giro ai danni di un’intera provincia dei suoi operatori economici e dei tantissimi disoccupati che attendono risposte rispetto ad un futuro sempre più incerto. Ed è davvero insopportabile che alla base di questo mancato finanziamento vengano indicate ragioni legate alle procedure che appartengono alla sfera di competenza di chi governa e che quindi dovrebbe garantire efficienza e tempi celeri. Invece, per l’ennesima volta, ci troviamo di fronte ad un palleggiamento di responsabilità tra vecchia e nuova giunta (quasi come se questo governo regionale non operasse in regime di continuità con il precedente), con distinguo che vengono da chi, come l’on. Mario Sena, è a tutti gli effetti chiamato a svolgere funzioni di governo, in luogo di sterili denunce che, in assenza di atti conseguenti, lasciano il tempo che trovano. Rispetto ai ritardi del Contratto D’Area si gioca la propria credibilità anche l’amministrazione provinciale che può affidare il rilancio della propria azione su un problema concreto che attende gesti politici forti e coerenti. La vicenda del Contratto d’Area, d’altronde, fa il paio con quella dell’ex Ipai, della quale ancora una volta si sono perse le tracce, dopo tanti squilli di tromba e trovate propagandistiche e populistiche. Sono proprio questi fatti insopportabili che spiegano i dati drammatici resi noti dalla Svimez nei giorni scorsi e che costringono i nostri giovani a cercare altrove un posto di lavoro e di esprimere lontano dal nostro territorio potenzialità e capacità acquisite in lunghi anni di studio. Di segno opposto è invece la notizia della nascita della Biogem, una realtà che va salutata senz’altro con ottimismo e speranza e che rappresenta in modo visibile la realizzazione di un progetto non solo annunciato a parole ma concretizzato grazie al lavoro costante di chi ha creduto nella possibilità di uno sviluppo di qualità anche nella nostra provincia. E’ senza dubbio questa la strada da seguire mettendo nell’angolo e smascherando ogni tentativo ignobile di vendere fumo ai giovani irpini e ai disoccupati irpini”. E intanto non mancano attacchi da parte di Forza Italia. “La Giunta Regionale della Campania con la deliberazione N. 458 del 19 aprile 2006 – di recente pubblicata sul BURC – ha deciso di procedere alla revoca delle risorse non utilizzate relative ai progetti concernenti attività formative dei Patti Territoriali e dei Contratti d’Area”. E’ la nota di avvio dell’esponente di Forza Italia Claudio Rossano che continua: “Tra i fondi revocati vi sono quelli del Contratto di Programma ‘Asse di Avellino”’ già finanziati con DGR n. 3149/2002 e pari ad euro 1.299.012,14. E’ gravissimo che fondi destinati al lavoro ed alla formazione professionale non vengano utilizzati per carenze di iter procedurale e per ritardi che hanno determinato l’impossibilità delle aziende ad assumere i candidati e a predisporre i piani formativi. Ancora una volta c’è da chiedersi perché non vengano portati alla giusta conclusione tali progetti, che pur avranno avuto alti costi per la loro produzione”. Attacchi a raffica che terminano con un interrogativo: “Da questa triste vicenda deriveranno le dimissioni di qualcuno che non ha saputo o voluto portare avanti tali progetti di formazione?”. A tal proposito abbiamo raggiunto telefonicamente l’assessore provinciale nonché componente del Cda di Asse Eugenio Salvatore che non manca di dire che “certi strumenti vanno riformati perché diventati anacronistici in quanto guardano ad obiettivi non più perseguibili come l’occupazione a fronte della stabilità delle imprese”.

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