“Perché al cellulare di mio padre risponde ancora la segreteria telefonica?”. Caso Manzo, il dubbio della figlia

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Romina non riesce a darsi pace. Anche questa mattina ha composto il numero di “papino”. Anzi, a maggior ragione stamane: voleva fargli gli auguri. Oggi Domenico Manzo, per tutti “Mimì”, avrebbe compiuto 71 anni. Come fa ogni giorno da un anno e mezzo a questa parte, stamattina in maniera più motivata, Romina ha telefonato al padre.

Dall’altra parte, scatta subito la segreteria telefonica. “Perché?”, chiede e si chiede Romina. “Se si fosse rotto, se fosse andato nell’acqua, non avrebbe dato segni di vita. Questo significa che è ancora in funzione. Abbiamo provato a telefonare un altro numero, in disuso da circa 17 mesi, ma subito cade la linea. A me tutto questo sembra molto strano”.

“E’ come se il telefono di Mimì fosse custodito da qualcuno”, afferma il legale della famiglia Manzo, Federica Renna. “Abbiamo segnalato la questione a chi di dovere, ma ora comunque nomiremo dei nostri consulenti”.

Per la famiglia di Domenico quella di oggi è stata un’altra giornata dura, sotto il profilo psicologico e fisico. Ma non si arrendono, vogliono vederci chiaro e sperano che si arrivi presto alla verità. Sperano soprattutto di avere un corpo da sotterrare e da andare a salutare.

“Se mio padre fosse qui, gli direi che mi dispiace per tutte le volte che l’ho fatto arrabbiare. Gli ho sempre voluto bene, gli voglio bene, ma non sono riuscito a dimostrarglielo sempre”. Il dolore di Romina sembra davvero grande. E’ ovviamente la più provata della famiglia, perché deve convivere con il fatto che il papà non c’è più e con l’accusa di sequestro di persona. “Spero si ponga fine al più presto a tutta questa brutta storia”.