Settimana calda per l’Irpinia. Assetti ed alleanze in via di definizione e appuntamenti che avranno lo scopo di chiarire le idee e delineare tratti più definiti di una politica ancora in fase di assestamento. Archiviata temporaneamente la questione Ato – a cui manca solo il vertice – la piramide degli enti irpini offre due sedute che si preannunciano scottanti. Il Consorzio Alta Irpinia di Lioni e la Comunità Montana Terminio Cervialto sono i banchi di prova di assetti vacillanti e scontri infuocati in cui presunte incompatibilità e indecisioni di ogni sorta influenzano in maniera più o meno determinante il risultato finale. Ma la relatività non concede spiragli o spazi invasivi nella dura e sempre certa legge dei numeri.
Cifre che, per alimentare ulteriori raccapricci, lasciano registrare un equilibrio di sorta: l’ago della bilancia, piaccia o no, dovrà oscillare da un solo lato e, stando ad una analisi sommaria, la pendenza sarà tutt’altro che sensibile.
Si partirà domani: il Consorzio di Lioni sarà chiamato all’assise dopo le turbolenze e le incongruenze dell’ultima seduta. Decisive le posizioni che in questo contesto verranno assunte dai comuni di Montella, Torella dei Lombardi, e Caposele. Le tre ‘roccaforti’ demitiane nell’ultimo appuntamento consiliare hanno lasciato aperta qualche discrepanza, in termini pratici sinonimo di delega, tutta a favore del Pd. Lampante – tanto per fare un esempio – il binomio, o la dicotomia a seconda dell’interpretazione, tra Vestuto e Chiaradonna. Potrebbe tuttavia esserci un’inversione di tendenza determinata da una marcatura ad uomo diretta a richiamare gli interessati e ripristinare l’equilibrio ‘infranto’. Discorso analogo, anche se in senso inverso, per Villamaina il cui sindaco, in quota Pd, aveva fornito la delega ai popolari di De Mita.
Risolutive anche le dinamiche che verranno registrate in seno alla Comunità Montana Alta Irpinia( pro demitiani) e all’Asl Av1, protagonista indiscussa delle polemiche sulla firma del direttore sanitario, ritenuta motivo di invalidità.
Insomma, contingenze tutte da verificare in una partita a fil di lama che si snoderà solo all’ultimo momento e caldamente sconsigliata ai neofiti delle strategie di alto rango. Un testa a testa Popolari Pdl e Pd di fronte al quale anche la legge dei numeri fa un salto indietro per cedere il passo a dinamiche più che politiche, politichesi.
Ago della bilancia dell’arena politica irpina anche la Comunità Montana Terminio Cervialto dove tra nomi noti e entrate a gamba tesa dell’ultimora continuano a rincorrersi, con oscillazioni sensibili ed estemporanee, le quotazioni di Di Iorio, Ragano e Marra.
Su Di Iorio, in quota Popolari di De Mita, sembra pendere l’ipotesi ineleggibilità. Secondo la normativa vigente infatti per la nomina al vertice dell’ente appare necessaria una correlata ‘elezione’ all’interno di un consiglio. Da qui la mancata validità della nomina di Di Iorio ad assessore del comune di Nusco. Si vocifera tuttavia di un parere pro veritate che sovvertirebbe il dato normativo.
Sul fronte Pd il ballottaggio Marra-Ragano subisce continui cambiamenti e lascia perplessità verso una scelta caduta inspiegabilmente, in un caso o nell’altro, sul fronte socialista.
La bomba, tuttavia, potrebbe esplodere a giochi quasi fatti qualora il Pd decidesse di sconvolgere ulteriormente gli assetti proponendo un nuovo nome tutto da verificare.
Una roulette russa in cui l’incognita resta sempre l’ultimo colpo.
