Roma – Nessun passo indietro e nessuna voglia di stare zitto. Il co-fondatore del PdL Gianfranco Fini davanti ai parlamentari ex An riuniti nella Sala Tatarella della Camera avverte: “La fase del 70 a 30 è finita. Mi auguro che Berlusconi accetti che esista un dissenso interno nel PdL”, parole dure che sanciscono di fatto la nascita della sua corrente dentro il partito del premier Berlusconi.
Poi aggiunge: “Non penso a scissioni o a elezioni e non cerco poltrone: ma non ho intenzione di stare zitto e farmi da parte”. Almeno per il momento dunque svanisce l’ipotesi di fare gruppi autonomi.
Con Fini in sala sono presenti una cinquantina di parlamentari, tra cui Baldassarri, Siliquini, La boccetta (finiano di ferro, che però spinge per la ricomposizione), Menia (polemico con Bocchino), Barbareschi, Tremaglia, Granata, Napoli, Bocchino, Ronchi, Paglia e Urso. E’ seguita una lunga riflessione messa nero su bianco su un documento che 55 parlamentari firmano. Aderiscono immediatamente i deputati Italo Bocchino e Giulia Cosenza ed il senatore Franco Pontone. Dall’europarlamento si schiera con l’ex leader di An anche Enzo Rivellini.
Il testo finale riconosce Fini quale rappresentante della componente interna al PdL e frena “… il solo parlare di scissioni e di elezioni anticipate”. Con questo mandato il presidente della Camera si presenterà giovedì alla Direzione.
Se con Fini si sono apertamente schierati 55 parlamentari, altri 74 ex An hanno firmato un documento a sostegno di Berlusconi. Molti i nomi illustri che hanno prese le distanze dal loro ex leader: La Russa, Matteoli, Meloni, Gasparri, Alemanno, Landolfi solo per citarne alcuni.
Nel frattempo, nel pomeriggio, Silvio Berlusconi vedrà i coordinatori del PdL.
