Roma – Poca chiarezza dalla Direzione nazionale del PdL su coordinamenti provinciali e locali. “D’ora in avanti ci sarà maggiore possibilità di espressione e proposta anche ai livelli locali del partito”, ha assicurato il Cavaliere che ha ammesso una colpa: “Forse per nostro demerito” ai livelli periferici del partito finora “… non c’è stata una grande possibilità di esprimersi ed avanzare proposte”.
Ma d’ora in poi la situazione cambierà, grazie all’avvio della campagna di tesseramento, alle molte riunioni del partito che si terranno periodicamente, ai congressi locali che si svolgeranno da luglio dell’anno prossimo fino ad arrivare al congresso nazionale. In questo modo, garantisce Berlusconi, “… avremo modo di dare una spinta propulsiva e di rinnovamento al partito”.
Parte da qui l’analisi con i possibili riflessi sull’ Irpinia, valutando le parole di Berlusconi in direzione nazionale. I vertici nazionali del partito dovrebbero spiegare meglio su come dovranno comportarsi i deputati, i senatori e consiglieri regionali e tutti coloro che ad Avellino e provincia “predicano” per il Pdl, all’immobilismo che vive lo stesso partito con l’indicazione dall’alto di qualche anno fa di Giulia Cosenza, ex Alleanza Nazionale, ormai in piena orbita Futuro e Libertà e giustamente non più interessata a far politica per Berlusconi. Seguendo alla lettera le parole di Berlusconi, la provincia di Avellino vivrebbe un lento stillicidio da qui a luglio 2011, per poter “democraticamente” a suon di voti sollevare un coordinatore che non c’è mai stato.
Ma nel mezzo si assisterebbe ad una ulteriore poca credibilità dei rappresentanti a tutti i livelli eletti sotto quel simbolo, perché non considerati dal vertice del partito. Se di comune accordo, tutti i rappresentanti riuscissero a mettere in pratica almeno le parole di Berlusconi “… è il momento della coesione, è l’ora in cui la nostra classe dirigente, com’è avvenuto in passato nei momenti più delicati, faccia squadra, diventi un blocco granitico e metta da parte le questioni individuali e personali per difendere non tanto e non solo il PdL da chi ne vuole minare il presente e il futuro, ma l’interesse di tutti gli italiani moderati e di buona volontà”, si organizzassero per sottoscrivere tutti insieme un documento da inviare alla direzione nazionale, con l’avvallo anche del coordinatore regionale Cosentino che ben conosce la realtà irpina.
Bisogna fare in modo che alle parole seguano i fatti. “Il richiamo del presidente Berlusconi è alla coesione e all’unità, non ci si può esimere. Mettiamoci intorno ad un tavolo e superiamo le divisioni. Siamo una squadra il più grande partito e il merito è nostro, ma anche di tutto il territorio e di tutta la nostra gente”. Parole di Denis Verdini, coordinatore nazionale che… davanti ad una proposta seria e unanime non potrà certamente tirarsi indietro nel trovare una soluzione per dare vitalità ad un PdL che ad Avellino per colpe varie è restato sempre un simbolo su una scheda senza dimora e senza guida.
