Sulla vicenda delle dimissioni in massa, sottoscritte da numerosi membri del PdCI provinciale, interviene Italo Palumbo, della segreteria nazionale di “Unire la Sinistra”. “Esprimo a nome di “Unire la Sinistra”, forza cofondatrice di “Sinistra e Libertà” la mia più profonda solidarietà al compagno Nicola Cicchetti e a tutti i compagni e le compagne dell’Irpinia che in questi anni hanno combattuto le loro battaglie a difesa degli interessi del loro territorio, mantenendo alte le ragioni della sinistra senza alcun interesse personale, impegnando il loro tempo per esaltare il ruolo dei comunisti nella società e tra i lavoratori, sacrificando le proprie famiglie e impegnando proprie risorse finanziarie per sostenere i costi della politica. I compagni che conosco personalmente hanno sottoscritto il documento, per gridare forte la loro idea di democrazia. Non si possono commissariare le idee da parte di una nomenclatura autoreferenziale che non è in grado di gestire il presente né di costruire il futuro. L’Italia ha bisogno di costruire un futuro nel quale la sinistra sia in grado di dare il proprio contributo di idee fuori dalle logiche di rappresentazione di gruppi dirigenti che si autopromuovono per commissariamenti e non perché effettivamente rappresentanti riconosciuti dai territori. Il “centralismo democratico” che vive oggi solo nel Pdci, sta uccidendo la democrazia interna a quel partito. Vengono messi in atto processi sommari, senza un corretto e doveroso contraddittorio, senza che si dia la possibilità di difendersi, di esprimere le proprie ragioni, di avanzare proprie tesi. I compagni hanno preso atto delle decisioni perché gli è stata comunicata una sentenza senza aver mai saputo che vi era in atto un processo, senza sapere chi ha dato impulso a quel processo e per quali ragioni. La commissione nazionale di garanzia del PdCI ha garantito solo il gruppo dirigente nazionale e non il libero esercizio della militanza politica. Basta con la retorica di chi è più comunista di chi. Noi vogliamo vivere la nostra militanza con l’intensità del nostro coraggio e del nostro impegno quotidiano. La sinistra deve essere unita e deve avere gruppi dirigenti che si sentano espressione di coloro che li scelgono. A tutte le compagne e i compagni dell’Irpinia, che soffrono per il momento delicato e drammatico della loro esperienza politica, chiedo di non ammainare la bandiera, ma di continuare, insieme, la nostra comune battaglia politica, consapevoli che dobbiamo solo lasciare traccia del nostro impegno politico attuale che altri, domani, dovranno riprendere e continuare con maggiore energia, per un nuovo mondo possibile”.
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