Pd – Todisco: “Mai più decisioni da Roma come alle amministrative”

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Il fronte della sinistra del Partito Democratico si è ricompattato per sostenere la candidatura di Francesco Todisco. Il leader dell’ala mancina ha presentato al Carcere Borbonico le idee che sostengono il suo percorso in questa campagna congressuale.
Un modello di partito basato sulle proposte. “Bisogna avere l’intelligenza di guardare le cose con la complessità di cui è capace un movimento politico, il Pd invece ha creato un atteggiamento lamentoso verso i grandi problemi di questa provincia. Ci si è adagiati sull’inefficienza di Roma, della Regione, della Provincia e non si è costruita un’idea di sviluppo. Le forze sociali, invece col Tavolo per lo Sviluppo, hanno dimostrato che unendosi è possibile costruire uno schema utile ed efficace che pone al centro l’aspetto sociale, economico e culturale di questa terra. Una terra che non viene vista come marginale rispetto al Mezzogiorno, ma che assume un ruolo baricentrico rispetto a questi temi”.

Passaggio chiave del discorso di Todisco è stata l’idea di sinistra. “Partito vuol dire stare da una parte e se il Pd vuole tornare ad essere ciò per cui è nato, una forza politica riformista di sinistra, deve calarsi nel disagio della gente, nell’emarginazione sociale, deve scegliere la propria realtà di riferimento. La sinistra vince non se fa sue le idee di altri, conquistando l’elettorato di Berlusconi, o di Grillo, ma se diventiamo un punto di riferimento per la disperazione di questo Pase”.

La candidatura dell’ex consigliere comunale di Avellino, vuole essere espressione di chi ha chiara la differenza tra destra e sinistra, nel mirino chi si definisce “democratico e basta”, o chi vuole escludere le altre sensibilità. “Queste sono avvisaglie per capire – spiega l’aspirante segretario – quando una persona è di destra”. Poi l’affondo alla compagine del suo principale antagonista: “Nell’invincibile armata che sostiene De Blasio, vedo tutto e il contrario di tutto, c’è solo un elemento di continuità, presidenti di Alto Calore di tutte le stagioni e qualcuno lo candidano pure (De Stefano, ndr)”.

In ultimo Todisco non dimentica di rimarcare quanto accaduto alle scorse amministrative e di spiegare la sua scelta di non votare il sindaco Foti: “Mai più dovrà accadere che qualcuno compia gesti clamorosi, a causa di decisioni prese da persone che col partito non c’entrano nulla. Noi vogliamo un Pd che prenda decisioni nel rispetto di maggioranza e minoranza. Le vicende registratesi all’Acs e al comune di Avellino sono l’emblema di come qualcuno ha voluto che funzionasse il partito, attraverso decisioni prese direttamente da Roma”. di Rosa Iandiorio

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