Pd, riassetto esecutivo: dentro i giovani, fuori l’area Fierro

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Avellino – “Già dalla precedente direzione, così come nell’assemblea provinciale, abbiamo condiviso in maniera unanime la necessità di dar vita ad un nuovo corso politico caratterizzato da uno spirito unitario. La vera sfida alla quale dobbiamo mettere mano è quella di far avanzare un’idea di partito che venga accettata dalla nostra comunità in un momento così difficile sia dal punto di vista economico, che sociale”. E’ quanto ha affermato il segretario provinciale del Pd, Caterina Lengua, nell’intervento d’apertura della direzione provinciale. Un incontro cruciale per il partito di via Tagliamento, partito oggi pomeriggio alle 16.00 e, a testimonianza dell’importanza dell’oggetto – il riassetto dell’esecutivo – e a conferma della laboriosità delle operazioni interne al Pd, è tuttora in corso.
Non sono mancate frecciate all’opposta fazione nell’incipit della Lengua, che ha volto lo sguardo alle faccende di Palazzo Caracciolo, ricordando come: “Lampante inefficienza viene dimostrata dalla Provincia di Avellino, che è totalmente allo sbando e si regge ormai solo grazie ai voti di quei consiglieri che erano stati eletti nelle liste del Pd”. Argomenti per i quali il segretario provinciale del Partito Democratico ha rimarcato la necessità di dare maggiore incisività all’azione politica del gruppo consiliare alla Provincia. E poi la questione alleanze, con l’esigenza del rilancio del dialogo con le altre forze di coalizione, per la quale la Lengua ha parlato dell’intenzione di organizzare, dopo l’estate, una Conferenza Programmatica, che veda la partecipazione dei partiti del centrosinistra e delle forze sociali, per dar vita ad un disegno strategico politico-amministrativo per l’Irpinia.
Fin qui gli obiettivi ed i principi ispiratori, per così dire, del soggetto politico nel medio-lungo termine. Ma a rappresentare il momento clou della direzione provinciale non poteva non essere la ristrutturazione interna al Pd. Un’esigenza palesata da molte anime del partito all’indomani delle regionali e per la quale l’iter di elaborazione si sarebbe trascinato sino ad oggi. Condizionale d’obbligo, viste le bocche cucite a via Tagliamento, i tempi come al solito biblici, ed i tanti nodi irrisolti. E proprio a tal proposito, il principale dubbio relativo al nuovo esecutivo sembrerebbe ancorato proprio alla posizione dei Bersaniani che fanno capo a Lucio Fierro. Il gruppo, dato per escluso nelle anticipazioni sul riassetto, potrebbe invece rientrare, anche se l’ipotesi allo stato attuale appare non facilmente perseguibile. Stando ad indiscrezioni infatti gli esponenti di “Un senso alla nostra storia” avrebbero chiesto di far parte dei quadri dirigenti, ma con una distinzione, l’assenza di deleghe, sistema che permetterebbe loro di essere svincolati rispetto alla guida in senso stretto del Pd. Un’eventualità verso la quale Caterina Lengua avrebbe però palesato netta contrarietà, rimarcando che far parte dell’esecutivo significa anche aver il dovere di contribuire al governo del partito, e palesando pertanto il probabile accantonamento della proposta. Se l’istanza dovesse invece essere accolta, i nomi che circolano per l’ingresso in direzione sarebbero quelli del consigliere comunale Francesco Todisco, di Valentina Paris e di Giovanni Villani. In alternativa, con l’esclusione di “Un senso alla nostra storia”, si aprirebbero al contrario le porte dell’esecutivo per Gianni Romeo (Laboratorio Democratico) e Stefania Lup (area Marino). Mai messa in discussione invece la leadership di Caterina Lengua, che verrebbe però supportata in qualità di vice segretario dal solo Franco Iovino, sempre per l’area Marino. Gerardo Adiglietti ricoprirebbe invece il ruolo di coordinatore dell’esecutivo, mentre nella squadra di governo entrerebbero Chiara Maffei, Enzo Venezia, Lello De Stefano (con delega agli enti sovracomunali), il bersaniano sponda “Territori e Nuove Generazioni” Salvatore Antonacci (delega al tesseramento), Tony Ricciardi (incaricato per ciò che concerne i circoli), Francesca Ruggiero, Roberta Santaniello (delega all’ambiente) e Sergio Barbaro. Questo dunque il team dirigenziale che si starebbe assemblando a via Tagliamento, in attesa dell’ufficialità che potrebbe arrivare in tarda serata. Intanto, se questi dovessero essere i nomi e al di là delle questioni inerenti la rappresentanza delle diverse anime, un punto sembrerebbe emergere chiaramente: il recepimento di quella istanza di rinnovamento che passasse attraverso ampio spazio ai giovani, così come sollevato da molti esponenti del partito in questi mesi di accesi confronti.

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