Nessun rinvio per il congresso provinciale: è quanto emerso dalla direzione provinciale del Partito Democratico che si è riunita questa mattina in via Tagliamento. Toni infuocati tra le varie componenti del Pd: da un lato i franceschiniani, convinti sostenitori dell’inutilità del rinvio del congresso fissato il 4 e 5 dicembre, dall’altro l’area bersaniana di ‘Un senso alla nostra storia’ che non ha mai celato l’auspicio di uno slittamento.
Incontro concitato ma la decisione definitiva verrà fuori solo venerdì 20 novembre, quando il neoeletto segretario regionale Enzo Amendola entrerà nel pieno delle sue funzioni e l’assemblea regionale stabilirà se apportare o meno delle modifiche al calendario previsto.
Fino a dicembre, dunque, il Pd irpino sarà gestito da un organismo politico di reggenza che affiancherà Enzo De Luca fino alla nomina del segretario provinciale e che avrà l’onere di assicurare una gestione unitaria e plurale del partito nella delicata fase precongressuale. Nel corso della direzione, inoltre, è stata confermata la composizione della commissione di garanzia per il congresso presieduta da Enzo Venezia. Nessun cambiamento, dunque, rispetto all’organismo che si è occupato della gestione dei congressi di circolo e delle primarie del 25 ottobre.
Infine, per quanto riguarda il sistema elettorale da adottare per le elezione dei 100 delegati che andranno a comporre l’assemblea provinciale, si torna al criterio del cosiddetto “mattarellum”. Il territorio provinciale sarà diviso in quattro circoscrizioni: Alta Irpinia, Ufita, Atripalda e Avellino. Ogni circolo dovrà scegliere una o più liste di delegati, a seconda delle posizioni in campo. Ogni lista potrà avere massimo il numero di candidati che in quella circoscrizione potranno essere eletti.
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