Pd, Fierro: “Il partito è fermo, fare subito chiarezza in direzione”

0
144

Avellino – Il Coordinamento Provinciale de “Un senso alla nostra storia” nel Pd irpino, nella persona di Lucio Fierro, ha scritto una missiva al dirigente provinciale del partito Carmine De Blasio per “… richiedere che il confronto sollecitato su scelte capaci di riattivare un percorso unitario dentro il Pd uscisse dai colloqui informali ed approdasse alla discussione pubblica e negli organismi dirigenti”.

Di seguito, la nota:

“Caro Carmine, scusami se mi vedo costretto a formalizzare un rapporto sinora colloquiale, ma credo necessario, a questo punto, che intervenga un qualcosa capace di immettere chiarezza in una situazione che rischia di intorbidirsi.
Abbiamo accettato con prontezza, malgrado il clima negativo creato dallo sbrego della elezione del Presidente della Commissione di Garanzia, di riavviare un confronto sulla attuale condizione del partito, sulla sua difficoltà ad uscire con autorevolezza dal guscio e condiviso appieno l’esigenza di uno sforzo per un impegno unitario di tutti, a maggior ragione reso obbligato dalla imminenza di scadenze elettorali (quali esse siano) particolarmente importanti.
E’, peraltro, dal giorno dopo le elezioni regionali che abbiamo dismesso ogni polemica pubblica sulla conduzione del partito, convinti come siamo che non fossero più utili. Una fase si è chiusa e per noi il tempo delle conte è definitivamente alle spalle. Esso appartiene a questi primi anni di vita del Pd nei quali abbiamo avuto la necessità di affermare come la sinistra interna fosse una componente essenziale e di peso nella costruzione del nuovo partito: da qui anche polemiche, scontri e conte cui siamo stati costretti. Dopo le europee, i congressi e le regionali crediamo non sia più necessario dimostrare quanto il nostro ruolo sia essenziale e quale sia il nostro peso. Da mesi, oramai, ci muove solo la consapevolezza che la partita non sia più quella di uno scontro tra componenti, ma quella di come si dà vita ad una sintesi forte per dare identità e capacità di iniziativa incidente al Pd. Non pensiamo che sia nostra la responsabilità se questo in Irpinia non ha potuto diventare il terreno di impegno comune. La scelta di un esecutivo senza di noi – i fatti oramai lo mostrano con evidenza solare – si è rivelata una scelta sbagliata. Il partito è fermo, paralizzato, incapace di portare avanti una opposizione forte al centro-destra.
Noi sappiamo che il problema non è solo irpino, ma sappiamo anche che è qui che dobbiamo mettere mano per fare la nostra parte. Abbiamo perciò apprezzato le scelte nazionali di tentare di andare oltre le divisioni congressuali e abbiamo giudicato un errore la surrettizia introduzione di elementi di divisione portata avanti con la costituzione di una nuova corrente che mentre nulla di nuovo introduce nella capacità di analisi e di iniziativa del partito, sembra essere più legata alla difesa di rendite di posizioni che si erano acquisite nelle elezioni politiche scorse.
Abbiamo accolto la tua proposta di ri-tentare il percorso unitario. Abbiamo espresso la nostra disponibilità a qualunque forma questo percorso volesse assumere purché nel rispetto della dignità di tutti. Ci giungono oggi, ogni giorno più forti “boatos”, segnali di manovre sotto traccia, maldicenze e speculazioni di tanti, troppi, da sempre contrari ad un impegno unitario di tutto il partito per la preoccupazione di veder messa in discussione una, per quanto micragnosa, funzione oggi ricoperta. Un ciarlare nei corridoi, nelle stanze chiuse, sui marciapiedi, condito peraltro di malignità e calunnie ha già inquinato il clima.
La ricerca di una intesa che non si sviluppi alla luce del sole, con un dibattito aperto negli organismi dirigenti rischia perciò di avere l’effetto contrario a quello che avremmo voluto ottenere. Allora occorre fare chiarezza, andando da subito ad una convocazione formale della Direzione.

Noi ti confermiamo la disponibilità ad assumerci la nostra parte di responsabilità a condividere con tutti gli altri e per la parte che ci compete in base alla forza che rappresentiamo l’onere di guidare in questa fase il partito. Siamo cioè d’accordo che nella riunione degli organismi dirigenti la questione sia posta e riceva risposte chiare. Al partito serve un accordo di tutti; che tutti facciano la loro parte sulla base di ciò che effettivamente rappresentano. Non abbiamo pregiudiziali. Non ammettiamo pregiudiziali di nessun tipo nei nostri confronti. Andiamo a vedere le carte di tutti non consentendo a nessuno di giocare nel torbido.
Discutendo di politica, delle cose da fare, di come affrontare i problemi, vedremo se esistono le condizioni per andare avanti assieme o se invece il male minore non sia quello di lasciare le cose come stanno, fermo restando che nulla ci schioderà dalla nostra scelta di lavorare, anche fuori dall’esecutivo, per il partito e non per la componente, rinviando ad altri tempi un chiarimento politico che comunque non si potrà eludere.
Ti ringrazio di cuore per la sensibilità politica dimostrata e per gli sforzi generosi che hai fatto”
.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here