Avellino – “Chiediamo a tutte le sinistre, politiche e sindacali, unità d’azione ed una svolta netta sul tema del lavoro e del precariato. Basta con le denunce platoniche: è ora di aprire una lotta vera per l’esproprio e la nazionalizzazione delle aziende”. Così Marco Ferrando, leader del Pcl, intervenuto questa mattina presso il centro sociale Della Porta di Avellino con il candidato presidente alla Provincia, Benedetto Colucci, e gli esponenti del Pcl candidati al Consiglio provinciale, Beniamino Petracca e Bianca del Vecchio.
“La crisi capitalista – afferma Ferrando – sta mettendo in ginocchio soprattutto il Mezzogiorno d’Italia. All’interno di questa crisi è emblematica la posizione di Fiat che per decenni ha spremuto come limoni i lavoratori ed ora vuole metterli alla porta”.
Tre i motivi di ‘unicità’ che hanno portato il Pcl alla scelta della presentazione elettorale autonoma, sia a livello di elezioni amministrative, sia a livello di elezioni europee dove, per altro, la lista del partito di Ferrando è stata esclusa nella circoscrizione meridionale. ‘Governino i lavoratori, non i banchieri e i capitalisti’, questo lo slogan della campagna elettorale del Pcl, “… unica forza a sinistra che rimane fuori da logiche politiche antioperaie, unica forza a sinistra che ha messo sul tavolo una seria proposta contro la caduta della situazione sociale degli ultimi 80 anni e – conclude Ferrando – Pcl come unica forza a sinistra che abbia descritto un programma anticapitalista”.
Il Pcl si prepara a quella che sarà “… una esplosione sociale di lotta anticapitalistica che partirà dal più piccolo comune italiano fino all’Europa”.
“Le ultime vicende di cronaca – ammette Ferrando in riferimento alla tragedia della Saras in Sardegna – è figlia del supersfruttamento delle ditte d’appalto, nella logica spietata del massimo profitto. Contro un Governo di destra, sotto dettato della Confindustria, vuole addirittura cancellare ogni più pallida normativa di sicurezza, occorre aprire una vertenza generale di tutto il mondo del lavoro che richieda la nazionalizzazione delle aziende che uccidono: senza alcun indennizzo per i grandi azionisti e sotto il controllo dei lavoratori”.
All’appuntamento odierno non è mancato il riferimento al quadro politico locale. “In Irpinia – ammette Colucci – è piena emergenza lavoro e legalità. Le liste del centro sinistra, del centro destra, anche quelle del centro sinistra alternativo sono colme di persone compromesse. In tema di precariato nessun partito fatto delle proposte concrete per risolvere l’emergenza della disoccupazione e cassa integrazione. Per fermare l’esodo dei giovani verso il Nord occorrono garanzie sul salario minimo a tutti i lavoratori. Si spera – conclude Colucci – che dopo il 7 giugno qualcosa cambi rispetto allo scenario di desolazione che ha accompagnato gli ultimi 50 anni nella Provincia”. (di Antonio Pirolo)
