Pazienti ed epatite B: il Moscati individua percorso diagnostico

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“L’epatite B costituisce una vera e propria emergenza sanitaria, in buona parte sommersa, con un notevole impatto sociale e di salute pubblica. Considerata l’inevitabile evoluzione in cirrosi e cancro del fegato, emerge sempre più, soprattutto in una provincia come la nostra che presenta la più alta incidenza di malattia su tutto il territorio nazionale, la necessità di impostare un programma di identificazione precoce dei pazienti eleggibili a trattamenti con antivirali, con l’obiettivo di prevenire l’evoluzione in cirrosi e cancro del fegato”. Così Salvatore D’Angelo, Direttore dell’Unità Operativa Unità Fegato dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino illustra le ragioni per cui ha organizzato il convegno “Be link – Percorso intraospedaliero sull’epatite B” che si svolgerà dopodomani, giovedì 27 giugno, presso l’aula multimediale del complesso di Contrada Amoretta (settore B, primo piano), con inizio alle ore 14,00 e che vedrà come relatori tutti i primari dell’Azienda Ospedaliera “Moscati” oltre che personalità accademiche provenienti da diverse regioni italiane.

La finalità dell’evento, che rappresenta un progetto di formazione di rilevanza nazionale, è di individuare un percorso diagnostico-assistenziale finalizzato a massimizzare le sinergie cliniche presenti in Azienda per la gestione del paziente affetto da epatite B. “Stilando un percorso diagnostico-terapeutico – aggiunge il dott. D’Angelo – si potrà razionalizzare l’accesso alle visite epatologiche di pazienti potenzialmente a rischio di gravi complicanze se non tempestivamente curati, e ridurre la percentuale di malati affetti da cirrosi o da carcinoma epatocellulare correlato”.

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