Pavoncelli, Rossano a Giuditta: “Il vero artefice è l’Ente Parco”

0
163

Avellino – Sentenza del 13 giugno 2007, Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche: il caso Pavoncelli Bis, l’opera finalizzata al trasferimento in Puglia delle risorse idriche irpine, di nuovo fa discutere. Questa volta a tornare sull’argomento è il vice coordinatore di Forza Italia, Claudio Rossano. Che chiama in causa l’onorevole dell’Udeur, ex presidente Ato, Pasquale Giuditta. “Poiché in questi giorni – scrive in una nota – vi è una forte polemica da parte dell’on. Giuditta, che chiede addirittura le dimissioni per tale vicenda del Ministro Di Pietro, credo siano doverose alcune osservazioni derivanti da una attenta lettura della sentenza. Emerge in modo inequivocabile che il vero artefice del blocco dell’opera non è stato l’Ato o l’on. Giuditta, ma l’Ente Parco dei Monti Picentini, che ha sollecitato per primo l’azione del Tribunale. (ricorso n.29/2006)”. Secondo Rossano, solo successivamente si sono associati altri enti come l’Ato Calore Irpino (ricorso n. 74/2006) ed altre associazioni naturalistiche. “La prima motivazione – continua l’azzurro, già Commissario per la costituzione dell’Ato Calore Irpino – accolta dai Giudici e, proposta esclusivamente dall’Ente Parco, è che il Commissario Straordinario non poteva indire la gara di appalto dei lavori per la costruzione della galleria, prima che il progetto fosse approvato e finanziato per l’intero importo dal Cipe. La seconda motivazione che i Giudici hanno accolto è quella – fatta rilevare sia dal Parco che dall’Ato – che la progettazione della galleria non era stata assoggettata alla procedura di valutazione d’impatto ambientale”. A tal proposito, Rossano evidenzia che solo ed esclusivamente le norme di salvaguardia emanate per le aree protette (nel caso il Parco dei Monti Picentini) “hanno determinato la necessità di supportare il progetto con la valutazione di impatto ambientale”. “La sentenza – conclude – recita inoltre testualmente: ‘(…) La fondatezza delle su esposte censure consente di non esaminare le ulteriori doglianze di cui può, pertanto, disporsi l’assorbimento (…)’. Ciò significa che tutti gli altri rilievi contenuti nei prodotti ricorsi non sono stati proprio presi in considerazione. Inoltre, le violazioni concernenti la direttiva comunitaria sull’impatto ambientale sono state denunciate alla Commissione delle Comunità Europea esclusivamente dall’Ente Parco dei Monti Picentini che ha ottenuto anche l’avvio dell’istruttoria per la proceduta di infrazione contro la Repubblica Italiana per la omissione della prescritta valutazione di impatto ambientale”. Dunque per Rossano: “Alla luce di quanto esposto, che può tranquillamente rilevarsi dalla semplice lettura della sentenza, appare evidente chi sia stato l’artefice del blocco dell’opera. E’ bene precisare che tale blocco consentirà il dovuto reimpinguamento delle falde acquifere profonde d’Irpinia, che ogni giorno sono messe in crisi da numerose perdite in rete e da una assurda politica di emungimento attraverso incontrollati pozzi. Ed invero poco o niente ha fatto l’Ato – se non la dispendiosa campagna pubblicitaria con la papera – per evitare tali perdite, che incidono in maniera notevole sul costo delle tariffe. Ma oggi vi è chi – avendo fatto molto poco – vuol vestirsi delle penne del pavone o meglio ‘della pavoncella’”, chiosa Rossano.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here