Patto per lo Sviluppo, oggi vertice in Provincia: la nota dei sindacati

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provincia avellino
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“È imbarazzante provare a mistificare una riunione su questioni relative a discutibili scelte di “politiche” territoriali operate dalla Provincia, per il Tavolo per lo Sviluppo”.

Così in una nota i numeri uno di Cgil e Uil, Vincenzo Petruzziello e Luigi Simeone.

“Il sistema di partenariato pone le sue fondamenta sulla condivisione strategica delle scelte di sviluppo che devono necessariamente guardare alle comunità a cui si riferiscono, e la capacità delle parti sta proprio nella possibilità di intercettare la complessità delle opportunità e riferirle con efficacia alla maggior parte delle comunità che è possibile raggiungere.

Lo squilibrio territoriale con cui la Provincia ha voluto individuare scelte che ora si vorrebbero far passare come comuni e condivise, non solo non possono far parte di una dimensione comune dello sviluppo, attardate come sono ad una sola e solita parte dell’ Irpinia, ma sopratutto non segnano nessun avanzamento rispetto a quanto definito nell’ultima riunione del tavolo del patto per lo Sviluppo.

Il presidente Gambacorta si era impegnato a porre alla Regione le questioni dello sviluppo che il Tavolo prosegue ed insegue da troppi mesi inutilmente, ci saremmo aspettati ben altra sensibilità “politica”, che sembra aver abbandonato l’Ente di Palazzo Caracciolo, anche a fronte dello slittamento della riunione già fissata per il 15 e poi rinviata intempestivamente per oggi 17.

Recuperare la funzionalità del Tavolo significa innanzitutto riprenderne la visione strategica, fuggendo le tentazioni di mistificarne le finalità ai fini di interessi di parte e di propaganda che non hanno dato e non daranno frutti alla nostra comunità, ma nella migliori del ipotesi solo a qualche ” Territorio”.

Le questioni dello sviluppo e delle attenzioni per l’ Irpinia le abbiamo comunemente declinate e da quelle che bisogna partire per smuovere la Regione, tutto il resto non è del Tavolo e non è dello Sviluppo, ma solo figlio dei limiti dell’azione di governo territoriale sempre più distante dalla realtà e dalle esigenze vere della gente e degli stessi lavoratori della Provincia abbandonati a se stessi e alla confusione istituzionale regnante ad Avellino”.

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