Patto per l’Irpinia: Roberto Fico alla stazione di Borgo Ferrovia con le proposte per il territorio

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Nel pomeriggio di ieri la stazione ferroviaria di Avellino, a Borgo Ferrovia, si è trasformata in un punto di incontro e confronto politico in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre. Roberto Fico, candidato alla Presidenza della Regione Campania, ha presentato – insieme a Maria Laura Amendola, Luigi Famiglietti, Franco Fiordellisi e Silvana Acierno – il “Patto per l’Irpinia”, un documento programmatico articolato in dieci macroproposte che punta a ridisegnare il futuro della provincia avellinese.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato cittadini, amministratori locali e associazioni, ha posto al centro del dibattito la condizione delle aree interne e il ruolo strategico che l’Irpinia può assumere nell’assetto regionale. A fare da cornice all’incontro, i ritardi infrastrutturali, la carenza di servizi e la necessità di ridare centralità a territori spesso percepiti come periferici.

Nel suo intervento, Fico ha insistito sulla necessità di potenziare la rete ferroviaria e rilanciare la mobilità su ferro, considerata una priorità per ridurre l’isolamento dell’Irpinia e collegarla più efficacemente ai grandi poli campani e nazionali. Tra i punti evidenziati: il completamento delle opere viarie incompiute, l’elettrificazione della tratta Salerno–Avellino–Benevento e la piena integrazione delle stazioni dell’alta capacità lungo la Napoli–Bari. L’obiettivo, ha spiegato, è rendere Avellino nodo strategico di un sistema di trasporti moderno, efficiente e capace di ridurre disagi quotidiani per pendolari e studenti.

Una parte significativa dell’incontro è stata dedicata al tema del lavoro. Il programma propone una Task Force regionale per monitorare e gestire le crisi industriali, misure di integrazione al reddito durante la formazione, contratti di sviluppo legati a occupazione stabile e sostegno alle filiere produttive territoriali – dall’automotive della Valle Ufita al distretto conciario di Solofra, fino all’agroalimentare di qualità. Focus anche sui giovani e sui NEET, con progetti personalizzati di reinserimento, formazione e tirocini retribuiti, oltre al potenziamento degli ITS, considerati strumento strategico per creare competenze realmente spendibili sul territorio.

Il tema dell’acqua è stato tra i più posti: la necessità è un piano straordinario per il rifacimento delle reti idriche e la tutela delle sorgenti, rivendicando la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. Ampio spazio anche alla transizione energetica, da condurre “senza speculazioni e con comunità energetiche radicate localmente”, e alla sanità territoriale, con un modello di prossimità che punta su assistenza domiciliare, telemedicina e potenziamento dei presidi locali, particolarmente essenziali in un territorio con popolazione sempre più anziana.

Il Patto per l’Irpinia dedica capitoli importanti al mondo agricolo e culturale, riconosciuti come pilastri identitari ed economici del territorio. Viene rilanciata l’idea di una Banca della Terra per recuperare terreni abbandonati, l’estensione dei biodistretti e una strategia complessiva per la valorizzazione del turismo lento, dell’artigianato e della produzione culturale.

Tra gli aspetti più innovativi illustrati, la proposta di rafforzare la democrazia partecipativa attraverso dibattiti pubblici obbligatori per le grandi opere, fondi per la partecipazione dal basso e una riforma delle autonomie locali che favorisca unioni di comuni, progettazione condivisa e servizi più efficienti.

L’appuntamento ad Avellino Scalo, a pochi giorni dal voto, rappresenta uno dei momenti chiave della campagna elettorale irpina. L’evento ha confermato l’intenzione di Fico di costruire un rapporto diretto con i territori, facendo della partecipazione e dell’ascolto gli assi portanti del suo progetto politico.