Paternopoli – Forgione (Pd): “Onorati di avere Anzalone nel circolo”

19 Agosto 2013

Paternopoli – “Noi, i democratici del circolo Angelo Vassallo di Paternopoli, abbiamo letto con stupore le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente provinciale del Pd Carmine De Blasio”. Così in una nota il dirigente democratico paternese Andrea Forgione. “Infatti, sul caso della richiesta di tesseramento avanzata dal Prof. Luigi Anzalone, il presidente De Blasio è intervenuto affermando che il Pd non è un campeggio dove ognuno entra ed esce a suo piacere e accusando Anzalone di essere un demitiano pentito. Il presidente De Blasio, a nostro avviso, con queste affermazioni, sbaglia due volte. La prima volta quando, affermando che il Pd non e’ un campeggio, sottintende che il partito è una caserma”.

“Il campeggio per definizione è un luogo aperto e libero – prosegue Forgione – dove si fanno incontri interessanti, a prezzi popolari, dove vige una sana promiscuità’ culturale, allegria, dove si è tutti uguali. Dove se non ti va di stare smonti la tenda e te ne vai. Quello che dovrebbe essere il Pd: un luogo aperto, plurale ed inclusivo”.

“Invece De Blasio ha in mente il partito caserma: regole rigide, alzabandiera, attenti e riposo, bullismo dei graduati, il piantone davanti alle latrine, vitto orrendo e congedo con infamia, se non ubbidisci ai colonnelli. Proprio quello che il pd non dovrebbe essere. La seconda quando accusa Anzalone di essere stato un demitiano. Ma tutti quelli del Pd sono stati o sono ancora demitiani. Il senatore De Luca, Enzo Venenzia, Lucio Fierro, Luigi Famiglietti, Rosetta D’Amelio, e tanti altri, compreso lui stesso, sono stati iscritti al partito di De Mita o sono stati sodali della satrapia di Nusco; a pensarci bene, sono tutti stati demitiani e da questa loro appartenenza ne hanno ricavato anche privilegi politici e carriere“.

“Ma De Blasio sbaglia anche una terza volta quando considera il prof. Anzalone come un qualunque soggetto politico. Anzalone ormai è un intellettuale, un uomo di cultura, un pensatore consegnato al giudizio della storia, mente lucida e riflessiva che ognuno di noi si onorerebbe di avere al proprio fianco. Ecco perchè, noi “i democratici di Paternopoli”, diciamo al Prof Anzalone che saremmo onorati di averlo tesserato al nostro circolo“.

“Questa ennesima farsa della nota saga del Pd – continua il dirigente Pd di Paternopoli – ci suggerisce un antico proverbio paternese che recita: “te saccio piro a l’uorto mio”. Alla fine del 1700 un incendio distrusse la statua di San Sebastiano. La confraternita decise di ricostruire la statua e si mise in cerca del legno necessario. Un pò fuori dalla cinta muraria di Paternopoli viveva un buontempone di nome Donato che lavorava un piccolo orto con al centro una pianta di pero.
Ma questo albero erano anni che non portava frutti, nonostante Donato gli dedicasse amorevoli cure. Fu così che quando i confratelli chiesero a Donato il pero per ricostruire la statua di San Sebastiano egli non si fece pregare e la offri gratuitamente. Venne il giorno dei festeggiamenti e della processione e la nuova statua fu portata per le vie del paese.
Giunta davanti all’abitazione di Donato tutto il paese notò che il buontempone non offrì alcun obolo e non si segnò con la croce. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande da parte dei compaesano, scandalizzati dal suo comportamento irrispettoso, Donato rispose: lo saccio piro a l’uorto mio”. Volendo intendere che da albero non portava frutti e da santo non avrebbe fatto miracoli. Ecco, quello che diciamo agli attuali dirigenti provinciali del pd – conclude Forgione – che fanno credere ai buontemponi di poter realizzare il miracolo democratico: “Ve sapimo piro a l’uoto nuosto”.


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