Politiche alle porte, riunioni fiume all’interno del centrodestra e centrosinistra per cercare di far quadrato intorno a candidature di tutto rispetto che possano rappresentare non solo il partito ma soprattutto il territorio. Diversi i nomi che continuano a circolare. Per il momento gli unici di cui si ha certezza restano, per casa Margherita, Ciriaco De Mita in corsa verso il Parlamento e Nicola Mancino verso il Senato. Il resto rimane ancora nebuloso. In casa diessina, sale la quotazione di Raffaele Aurisicchio che sembra sia stato collocato, nelle liste in via di composizione, tra i primi tre. Ma intanto rimane in piedi il criterio del secondo mandato per gli uscenti e quindi continua a farsi largo la riconferma di Flammia, in caso chiaramente di vittoria della compagine di centrosinistra. Probabile anche la possibile ‘scalata’ di Rosetta D’Amelio, che potrebbe essere organica ai disegni dei Ds, in particolare di Bassolino, per un posto alla Camera. Come pure prende il largo l’ipotesi secondo cui nella lista dei papabili ci sarebbe anche Andrea De Simone, montorese doc. Presidente della Provincia di Salerno tra il 1988 – 1991 tra le fila del Pds, eletto alla Camera nel 1992, al Parlamento europeo nel 1994. Alla Regione come consigliere, poi assessore al Turismo e alle Politiche Sociali, e ancora Presidente delle commissione alle Attività Produttive.
In casa Udeur in pole Pasquale Giuditta alla Camera. Per i Verdi, la sorpresa potrebbe proprio essere la candidatura di Gianluca Festa al fianco del leader nazionale dei Verdi nel collegio alla Camera dei Deputati Campania 2 (Salerno, Avellino, Caserta e Benevento). Per i Socialisti, rimane ancora la rosa dei nomi con Giuseppe Romano e Marco Alaia. Nel Pdci si fa spazio al momento Nicola Cicchetti. Per Rifondazione, Erminio D’Addesa. Sul fronte opposto la Casa delle Libertà all’interno della quale i nomi sembrano essere: per An il capogruppo regionale Franco D’Ercole. Per Forza Italia, ancora indecisione, considerato lo strappo non ancora cucito tra Cosimo Sibilia e Giuseppe Gargani. Per lo Scudo Crociato restano aperte le porte per Ortensio Zecchino e Arturo Iannaccone. Insomma da una parte e dall’altra si continua a lavorare per cercare di trovare anche l’unità di intenti che in alcune forze, per il momento, sembra restare un miraggio. Pare non essere così per i Ds campani che tra i se e i ma, nel corso di vari conclavi, hanno stabilito i criteri guida che accompagneranno la composizione delle liste. E’ proprio nel corso delle riunioni ‘segrete’ che si è fatto prepotente il nome dell’on. Andrea De Simone espressione del territorio campano. Una voce che tra l’altro non viene smentita. A lui la domanda:
Indiscrezioni giunte dai palazzi che contano, riferiscono di una sua sicura candidatura al Senato. E di un posizionamento di tutto rispetto. Quanto c’è di vero in questo?
E soprattutto crede che se dovesse scendere in campo, riuscirebbe a centrare l’obiettivo considerata la nuova legge elettorale, che secondo i più, rende difficile l’identificazione del candidato con un’area troppo vasta?
“Il segretario Fassino, in una riunione dell’8 marzo scorso a cui parteciparono Bassolino e Nappi, mi chiese espressamente di non partecipare alle regionali per garantire la mia presenza alle politiche. Poi da più parti si ritiene opportuno scegliere un candidato che sia radicato sul territorio interprovinciale”.
Una risposta che fa intuire chiaramente come le voci trovino conferma.
“Il pericolo della legge elettorale allontana il candidato dal territorio. Ovviamente spero che il primo impegno del centrosinistra al Governo, sia quello di cambiare una legge verticistica. Però ritengo anche che un partito come il nostro, nella scelta dei candidati sia attento ad individuare l’espressione della Regione, della provincia, dei Comuni”.
Un colloquio con l’on. De Simone nel quale, al di là dei posizionamenti, emerge chiaramente la necessità di una politica dell’ascolto. “E’ necessario combattere il centralismo. Operare scelte e ascoltare il territorio. Nella direzione regionale è stata decisa la consultazione della base. Una scelta fondamentale affinché anche i cittadini e non solo gli iscritti possano esprimere il proprio consenso o dissenso rispetto al candidato. Le Primarie, credo che siano state un espediente importante: sono servite a dare voce alla base. Poiché in questo caso, non è stato possibile, per questioni di tempo, adottare lo stesso criterio, la direzione ha ritenuto opportuno e giusto affidarsi alle assemblee di sezioni aperte anche ai cittadini”. Le politiche, un modo secondo Andrea De Simone per confrontarsi con il territorio che ha sempre più bisogno di programmazione in nome dello sviluppo e dunque dell’occupazione. “L’Irpinia ha grandi risorse che deve sfruttare puntando sui prodotti tipici”. Un impegno che ha visto proprio De Simone in prima fila nella valorizzazione della cipolla ramata e non solo. In prima fila per il potenziamento del depuratore della città solofrana “che ridurrà i costi di gestione. E dunque meno oneri per le imprese”. Ma questo non basta. “Bisogna rilanciare il distretto industriale facendo però attenzione a non mettere in campo alcuna misura che vada in direzione opposta alla salvaguardia ambientale”.
Politiche, un appuntamento indiscusso protagonista di una cruenta campagna elettorale. La battaglia è già cominciata, eppure siamo ancora agli inizi. (Di Teresa Lombardo)
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