Parla De Zerbi: “Torno ad Avellino con la massima umiltà”

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Roberto De Zerbi risposa l’Avellino, un matrimonio bis che ormai era nell’aria da qualche giorno, ma che non poteva essere concluso per alcuni dettagli da limare con il Napoli. Il fantasista lombardo torna in Irpinia dopo sette anni. Il 29enne, cresciuto nel vivaio del Milan, aveva indossato la casacca dei lupi irpini già nella ‘prima legislatura’ Pugliese, ma agli ordini di Ammazzalorso non riuscì a dimostrare il suo reale valore per colpa di un brutto infortunio (soltanto sei gare giocate). Dopo l’addio ai lupi, un altro anno buio con il Lecco e l’esplosione Foggia, dove in tre anni ha giocato 56 partite e messo a segno 18 reti. Il calciatore bresciano rappresenta colpo ad effetto della società biancoverde. Per lui 111 presenze e 15 goal in A e B con le maglie di Napoli, Brescia, Catania e Arezzo. “Ho voluto fortemente Avellino – afferma il trequartista -. Avevo tante altre offerte (Catania, Frosinone e Modena), ma sin da subito il mio desiderio è stato quello di rivestire questa casacca. Sono felice per la scelta fatta e sono convinto che non mi pentirò. Da parte mia c’è l’intenzione di vivere una stagione da protagonista e quale piazza meglio di questa. Sono felicissimo”.
Con quali stimoli ritorni a rivestire questi colori?
“Tanti. Intendo essere protagonista. Conosco l’ambiente, so quanto la città ci tenga alla squadra, so quanto il pubblico possa essere importante per noi. La gente mi stima, torno maturo e per dimostrare quello che non sono riuscito a fare qualche anno fa”.
Cosa potrà dare De Zerbi a questo Avellino. Ad un gruppo giovane come quello biancoverde? “Arrivo con la massima umiltà, non pretendo il posto da titolare. Parto alla pari degli altri pronto a giocarmi il posto. Non voglio fare il professore, ma dare una mano per la salvezza. Arrivo in un gruppo giovane dove metterò a servizio l’esperienza accumulata in questi anni, pronto a prendermi la squadra sulle spalle ed ad assumermi le mie responsabilità. Sono consapevole di quello che posso fare e del fatto che società e tifosi si aspettino tanto da me. Non lì deluderò”.
Cosa ti senti di dire ai tifosi?
“Alla gente dico di esserci vicina, solo uniti possiamo farcela”.
Adesso, toccherà a lui prendere per mano la squadra e trascinarla alla conquista di quella permanenza in cadetteria, che adesso manca da tanto, troppo tempo. (di Sabino Giannattasio)

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