Paris dal basket a Montecitorio: “Lo sport mi ha insegnato a vivere”

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Dal numero 3 de “Il Biancoverde” del 6/09/2013

“Quando lo Sport è pulito ed emoziona in quanto espressione della capacità fisica degli atleti e dell’entusiasmo dei tifosi è una cosa bellissima”.
Comincia così la mia conversazione con Valentina Paris, la giovane deputata di Atripalda cresciuta tra sezioni di partito, divisa tra l’amore per la politica e la passione per il basket. Oggi, a soli 32 anni, siede tra i banchi di Montecitorio, ma vanta già una lunga carriera politica, un percorso intenso e spesso difficile, che ha saputo affrontare profittando dei valori appresi quando correva sui campi di pallacanestro.

On. Paris, quale ruolo ha avuto lo sport nella sua vita?
“Ho giocato a basket dai 10 ai 15 anni sotto la guida del coach Romilda Palumbo, quando la squadra femminile era in serie A e tra le giocatrici irpine brillava Elena Bellastella. Ho ripreso all’università a livello amatoriale e ad oggi è l’unica disciplina che mi piace praticare appena ho un po’ di tempo libero.
Ho vissuto intensamente gli anni in cui la Scandone scalava le classifiche, sono momenti che mi hanno educato all’attività fisica, ma soprattutto alla cultura dello sport che non è soltanto competizione, ma fonte di insegnamento che spinge a migliorarti, a mettere in discussione se stessi e le proprie capacità. Lo sport ti insegna a vivere”.

Alla luce dei brillanti risultati raggiunti nel calcio, nel volley e nel basket, secondo lei in che modo lo Sport può rilanciare l’immagine del territorio in termini di visibilità e soprattutto economici?
“Se abbiamo delle eccellenze in Irpinia il compito della politica è valorizzarle, quindi dare la possibilità alle squadre e alle tifoserie estere di essere accolte e trovare ospitalità, tenendo conto di tutto il circuito economico che intorno a questo si può realizzare. Ma la cosa su cui una comunità deve lavorare, quando c’è il traino della serie A nel basket e della serie B nel calcio, resta l’educazione dei più giovani”.

A proposito di educazione, è stata Assessore alle Politiche Giovanili per il Comune di Atripalda, in che modo lo sport può diventare parte integrante del sistema formativo?
Credo che la parte più importante la faccia la capacità sinergica tra il Pubblico, le Istituzioni e le Associazioni. Spostando l’attenzione su un’altra esperienza molto bella che ho avuto modo di compiere alla presidenza di Libera, ricordo quando abbiamo organizzato la manifestazione “La Pace va percorsa insieme” con l’Acli Sport. In quell’occasione abbiamo coinvolto tutte le Associazioni podistiche e le scuole per organizzare una maratona che perseguiva l’educazione alla legalità attraverso la corsa. Tutto questo le Istituzioni devono praticarlo, oltre che predicarlo affinché sia più incisivo per i ragazzi.

Per chi come lei è cresciuta a pane e politica, cosa ne pensa degli atleti che passano dallo sport al Parlamento?
In Parlamento ce ne sono diversi esempi, forse quello che dovremmo scegliere un po’ tutti non è entrare in politica ma fare politica tutti i giorni. Conosco bene Josefa Idem e so che per lei lo sport e la politica sono sempre stati pane quotidiano.

E la Vezzali?
La conosco meno (ride, ndr).
Seguirà la prossima stagione della Scandone?
Spero di sì. Ho appreso con gioia che ritorna il coach Vitucci che ha sempre raccolto l’apprezzamento dei tifosi. Mi auguro che la squadra riesca ad offrire anche quest’anno buoni risultati e un ottimo spettacolo per la città.
(di Rosa Iandiorio)

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