Pari opportunità nelle PA: approvata la direttiva

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La Rete Provinciale per le Pari Opportunità per Tutti, formata dalle Organizzazioni Sindacali Provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal, nell’informare le lavoratrici delle Pubbliche Amministrazioni e le cittadine irpine che il 24 maggio scorso il Governo ha approvato la “Direttiva sulle misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle Pubbliche Amministrazioni” (elaborata dai Ministeri per le Pari Opportunità e per la Funzione Pubblica), esprime la propria opinione in merito all’iniziativa. “Il testo – si legge nella nota – rappresenta un punto avanzato di elaborazione sulle problematiche della parità e delle pari opportunità nelle Amministrazioni Pubbliche e costituisce uno strumento utile per agire sull’organizzazione del lavoro e sulle politiche del personale al fine di superare le forti discriminazioni ancora presenti e di favorire la valorizzazione del lavoro femminile. Come premessa si vuole ricordare che quasi il 54% di tutti i lavoratori pubblici è donna, dove per pubblico s’intende: Scuola, Sanità, Autonomie Locali, Polizia, Forze Armate, Ministeri ed Università. Tra i vari ed importanti punti del documento (a cui si rimanda e che alleghiamo, ad ogni buon fine) vogliamo segnalare i seguenti punti: il monitoraggio degli incarichi conferiti, dei sistemi di valutazione ai fini della rilevazione dei differenziali retributivi esistenti tra uomini e donne; il rispetto delle norme antidiscriminatorie nelle procedure di assunzione del personale, ivi comprese quelle relative alla stabilizzazione dei precari, di prossima attuazione; la piena attuazione della Legge 53/2000 sui congedi parentali; la previsione di percorsi formativi per favorire il rientro delle lavoratrici e dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro dopo periodi di lunga assenza (aspettative, maternità, etc.). I punti di maggiore intensità dell’azione sono contenuti ai punti V (Comitati Pari Opportunità) e VI (Formazione e Cultura Organizzativa), relativamente ai quali è ancora difficile dare attuazione ai CPO aziendali nelle Pubbliche Amministrazioni e modificare retrivi atteggiamenti e comportamenti sui luoghi di lavoro. E non solo”.

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