Parco dei Picentini: presentato lo studio ambientale sulla Solofrana

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È stato presentato, nel suggestivo Convento di S. Maria degli Angeli a Montoro Superiore, un interessante studio di carattere ambientale, condotto sull’intero bacino idrografico del Torrente Solofrana, elaborato dall’Ente Parco Regionale dei Monti Picentini in collaborazione con l’Autorità di Bacino del Sarno.
Il convegno è stato, l’occasione per riflettere sulle tematiche connesse al consumo delle risorse in un ambito particolarmente significativo del Parco, nella porzione a ridosso degli insediamenti produttivi del vasto comprensorio Solofrano-Montorese.
Gli aspetti discussi nel corso del convegno sono rivolti a stimolare e attivare un dialogo costruttivo verso approcci integrati tra difesa del suolo e valorizzazione e tutela delle risorse. Interessanti e molto apprezzate le relazioni del Presidente del Parco dei Monti Picentini Sabino Aquino (“Protezione delle risorse idriche presenti nel Parco dei Monti Picentini”), del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del Sarno Giuliano Cannata (“Stato di salute del Torrente Solofrana”), della dottoressa Ornella Piscopo e del dott. Massimo Della Gatta, entrambi dell’Autorità di Bacino del Sarno (“Aspetti idraulici ed ambientali del bacino idrofrafico del Torrente Solofrana”). Al convegno era presente il dirigente della Regione Campania Italo Giulivo in rappresentanza dell’assessore Regionale all’ambiente Walter Ganapini. Nell’ambito dibattito sono anche intervenuti i quattro sindaci del territorio interessato dallo studio: Francesco De Giovanni (Montoro Superiore), Antonio Guarino (Solofra), Tommaso Amabile (Fisciano) e Francesco Gismonti (Galvanico).

“E’ di rilevante interesse – ha spiegato Aquino nella sua relazione – disporre di studi conoscitivi che caratterizzino le risorse idriche superficiali e sotterranee, non solo in termini di quantità disponibili ma anche sotto il profilo della qualità delle risorse stesse. Questo secondo aspetto è fondamentale per l’individuazione delle modalità d’uso delle acque. Il Bacino Idrografico dell’Alto Sarno-Solofrana, soprattutto nell’ultimo trentennio, è stato oggetto di una indiscriminata e rilevante manipolazione antropica degli equilibri idrogeologici naturali che ha generato la compromissione quali-quantitativa delle acque sia superficiali che sotterranee con notevoli negativi risvolti soprattutto sull’ecosistema fluviale.
La presenza su tale comprensorio di fonti di inquinamento urbane, agricole ed industriali costituisce, da tempo, per l’Ente Parco dei Monti Picentini, un giustificato motivo di preoccupazione, soprattutto in relazione allo stato di “salute” della risorsa.
Sicuramente, l’attuale degrado del sistema fisico è frutto di una sostanziale inadeguatezza infrastrutturale e programmatica del territorio, oltre che dell’oramai consolidata tendenza di fronteggiare l’emergenza, in assenza di qualsiasi pianificazione di base. L’emanazione della legge 183/89 ci ha illuso su concrete iniziative per la salvaguardia della risorsa idrica e per un suo uso congruo ed equo; da quasi vent’anni la legge stessa è stata affossata nei suoi principi ispiratori. Altri fondamentali principi sono stati sanciti prima dalla legge 36/94 e più recentemente dal D.Lgs 152/2006. Le affermazioni contenute in leggi dello Stato sono rimaste semplici enunciazioni di principio: in pratica non hanno trovano quasi mai corrispondenza nella gestione e salvaguardia del territorio. Per una razionale gestione delle fonti idriche, non è più rinviabile l’attuazione dei concetti di pianificazione e programmazione su scala di bacino, come, peraltro, è sancito nella stessa legislazione. In particolare, va definito il Bilancio Idrico complessivo tra il fabbisogno, i prelievi possibili e la risorsa idrica disponibile ed il Deflusso Minimo Vitale del reticolo idrografico in modo da garantire la vita dell’ecosistema. In sostanza le esigenze a cui il D.M.V. deve rispondere sono: la tutela dell’ecosistema acquatico, la tutela della “naturalità” del fiume, il rispetto della qualità e la tutela della fruizione. In particolare, diventa sempre più pressante l’esigenza di calibrare gli interventi in funzione della massima efficienza, in relazione alle limitate risorse economiche disponibili I contributi prodotti dallo studio condotto sul bacino idrografico dell’Alto Sarno-Solofrana, offrono la possibilità di conoscere nel particolare le caratteristiche degli ambienti acquatici della predetta asta fluviale. In tale contesto, emerge il ruolo fondamentale dell’Ente Parco e delle Amministrazioni cui è demandata la salvaguardia territoriale: esse devono ricercare e recepire strumenti che siano in grado di indirizzare verso scelte operative equilibrate, finalizzate sia alla tutela e alla conservazione delle fonti idriche che alla salvaguardia e protezione del territorio che, spesso anche nelle aree protette, subisce inaudite manomissioni con grave degrado all’ambiente”.

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