Papaleo, Corrubia, Clericuzio: gli irpini protagonisti dei 250 anni di Fiamme Gialle

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Un suggestivo viaggio nei 250 anni di storia della Guardia di Finanza ha fatto questa mattina da prologo alla celebrazione che si svolgera’ nel pomeriggio a Piazza Liberta’. Il racconto di un Corpo che in due secoli e mezzo ha visto protagonisti in ruoli prestigiosi numerosi irpini. A partire già dai primi anni del Novecento. E se la traccia è “Tradizione e Futuro” al confronto nel Chiostro della Provincia di Avellino dalla battaglia di Zanzur e quindi la tradizione più importante delle Fiamme Gialle, si è passati all’azione di contrasto messa in campo negli ultimi mesi sfruttando quella che rappresenta il futuro, ovvero l’intelligenza Artificiale. Non a caso uno dei relatori e moderatori dell’incontro e’ stato il giornalista Antonio Pascotto, che ha dedicato un libro, richiamato in uno dei passaggi dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle Salvatore Minale, intitolato “Romanzo Digitale”. Un confronto sulla storia della Guardia di Finanza, in particolare sul contributo in quella storia degli irpini. Al tavolo c’erano il Generale di Divisione in congedo, Nicola Di Guglielmo, e il Colonnello (Aus) Gerardo Severino, già Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, il Comandante Provinciale di Avellino della Guardia di Finanza, Colonnello Salvatore Minale e a portare i suoi saluti e’ stato il “padrone di casa” ovvero il presidente della Provincia Rizieri Rino Buonopane. “Da una terra generosa come l’Irpinia – ha spiegato il colonnello Severino- non potevano che nascere persone generose, non solo nelle istituzioni, penso ad esempio alla figura del De Sanctis, ma altri personaggi che possono vantare un grande contributo anche nella storia della Guardia di Finanza. Il generale Antonio Papaleo, nato a Lacedonia, che già nel 1911 era a capo di una clompagnia e partecipo’ alla guerra italo- turca, e’ stato il più longevo comandante in seconda, perche’ in quegli anni il comandante generale del Corpo proveniva dall’Esercito, dopo una carriera formidabile ha retto il corpo dal 1930 al 1940. Ci sono stati anche Francesco Clericuzio che era di Ariano, fondatore dei gruppi sportivi delle Fiamme Gialle, personaggi che hanno fatto la storia della Guardia di Finanza. Il colonnello Minale ha parlato del maestro D’ Elia. Abbiamo la medaglia d’oro ad Attilio Corrubia, morto in Grecia per mano dei tedeschi perché aveva fatto il partigiano. Dobbiamo dire grazie a Salvatore Minale che ha avuto la straordinaria intuizione di rendere onore alla sua memoria. Ma possiamo ricordare anche il comandante generale Saverio Capolupo, finanzieri eroici ci sono stati in tute le epoche e sarebbe impossibile ricordare quello di ognuno. L’ Irpinia una terra generosa, perché ovunque sono stati questi uomini sono stati caratterizzati dalla caparbietà e dalla capacità di saper obbedire, quel richiamo al “lupo irpino”. A Severino e’ toccato anche introdurre l’intervento del generale Nicola Di Guglielmo, una circostanza che lo ha gratificato, perché ha ricordato come: ” nel 1978 l’ allora tenente colonnello Di Guglielmo e stato tra i primi ufficiali che ho incontrato nella Caserma Vincenzo Giudice di Salerno. Vidi questo ufficiale così alto che mi mise un po” di soggezione. Poi lui come me si è fatto contagiare dalla storia. Per questo sono felice ed onorato di presentare la fiamma gialla più longeva di questa provincia”. Si, perché il generale Di Guglielmo domani compira’ 96 anni e 7 mesi, di cui 40 spesi nelle Fiamme Gialle. Un grande cultore di De Sanctis, a cui ha dedicato nel 2017 anche un libro. “Mi ha dato l’ occasione non solo di parlare da finanziere ma anche da appassionato di storia- ha spiegato Di Guglielmo- Ai miei tempi chi arruolava era il gruppo. L’ Irpinia è stata capoluogo ma dopo l’ abolizione della feudalità. Avellino era importante ma qui non era una sede demaniale. Severino ha fatto riferimento ad Ariano. Dove prima del 1774 i cosiddetti fucilieri di montagna, una compagnia inviata da Carlo III perché non volevano pagare le tasse..Non voglio togliere nulla al contrabbando, e’ stato un po il primo reparto quello in Irpinia. Le guardie istituite da Murat. Sono episodi che accadono e la storia della Guardia di Finanza e’ fatta anche da questi tanti piccoli episodi. Abbiamo avuto Francesco Tedesco, che è poco studiato, che e’ stato ministri delle finanze con Giolitti. Ho trovato 4 decreti del ministro Tedesco relativi alla Guardia di Finanza. Papaleo era molto noto già quando sono entrato nel 1948 nella Guardia di Finanza. Aveva un figlio che era vicebrigadiere e lo fece mandare in un comando di confine. La Guardia di Finanza e’ rimasta spartana. Queste cerimonia si faceva solo a Roma. E si festeggiava il 5 luglio, sapete perche’? Perché la compagnia di Antonio Papaleo combatte’ nell oasi di Zanzur. In quella battaglia del 1912 c’era anche il tenente Clericuzio”.

Il colonnello Minale ha voluto ricordars come “abbiamo contatti con il sindaco di Lacedonia per onorare questo personaggio importante e a settembre ci sarà un evento per commemorarlo”. Lo stesso comandante provinciale ha introdotto la parte finale dell’incontro, sottolineando come : “La Guardia di Finanza deve guardare al futuro e l’ intelligenza artificiale sarà applicata anche per le attività di contrasto alla criminalità organizzata”.

Aerre