Paolo Foti scioglie il silenzio e rompe col passato per ripartire

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Avellino – E’ stata chiamata operazione trasparenza quella che per mesi ha alimentato dubbi e incertezze da parte dei cittadini, ma che alla fine ha permesso al sindaco Foti di fare un primo bilancio delle priorità e delle strategie da adottare di fronte lo stallo e l’immobilismo di una città vittima della malapolitica.
Una lunga relazione quella del primo cittadino, in cui ha preso chiaramente le distanze dal passato: “Qualcuno, facendo riferimento al sisma del 23 novembre 1980, ha scritto che il vero terremoto è quello di dopo. Un terremoto, che non è ancora finito -chiosa – Non a caso è da contenziosi legati alla ricostruzione post-sismica che deriva la maggior parte dei debiti fuori bilancio che appesantiscono le finanze di questo Ente”.

“In questi trent’anni una città tradizionalmente sobria, tranquilla, ordinata e coesa ha visto progressivamente diffondersi fenomeni di illegalità, fino ad accettarli come ordinaria quotidianità – ha aggiunto -. La presunzione di impunità, la diffusione di pratiche clientelari, la ricerca, da parte della politica, del consenso ad ogni costo, la crescita degli egoismi individuali e corporativi, il caotico sviluppo urbanistico favorito dai flussi finanziari della ricostruzione, la fuga delle nostre migliori intelligenze, l’incapacità e l’inefficienza che pian piano hanno permeato i gangli vitali della vita di questa comunità ci restituiscono alla fine l’immagine della città che è sotto gli occhi di tutti”.
La terapia d’urto ora prevede costanza e sacrifici per evitare che la già precaria situazione finisca per aggravarsi: “La città deve recuperare sobrietà e coesione sociale, nella consapevolezza che solo con l’impegno di tutti possiamo uscire dal tunnel – ed in questa parola è fin troppo facile rinvenire l’emblema di questi ultimi anni – dal tunnel nel quale ci siamo lasciati condurre”. Quello stesso tunnel che ha visto spegnersi commercianti e ha lasciato una ferita profonda nel ventre della città. Foti punta il dito contro le opere infinite: il sottopasso, l’Ex Gil, Piazza Castello, lavori che “hanno fatto pagare prezzi altissimi alla comunità per sine cura e approssimazione”.

Nel mirino del sindaco la macchina amministrativa: “Se trovi una macchina amministrativa inefficace e inefficiente – spiega – evidentemente ci saranno delle ragioni, della cause. Probabilmente per troppo tempo si è immaginato di dover lavorare col sistema della pacca sulle spalla, col sistema della promessa da mantenere, con un sistema ormai obsoleto che la città e i cittadini non possono più metabolizzare. I cittadini hanno diritto a risposte e comunque a verità. Rispetto a questo ognuno deve avere un definitivo momento di assunzione di responsabilità. Noi ce la siamo assunta. La politica deve lasciar fare l’amministrazione. I processi amministrativi sono distinti dalla politica”.

Infine sui futuri assessori da nominare il Sindaco Foti chiarisce: “non c’è nessun rimpasto, c’è da sostituire due assessori che si sono dimessi. Naturalmente ho necessità di concludere questa tornata di consigli comunali che si concluderà a fine settimana. Subito dopo rifletterò sulle scelte più giuste per la città di Avellino, non quelle più giuste per il Sindaco. Quelle più giuste per la città di Avellino”. di Rosa Iandiorio

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