Palermo resta a caccia della pantera: agnellino usato come esca

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A Palermo si grida ancora “al lupo”, o meglio, “alla pantera”. Da quando, circa una settimana fa, sono iniziate le ansie per la presunta presenza di un grosso felino nell’hinterland del capoluogo nessuno ancora è riuscito a documentarne la presenza, ma gli avvistamenti non sono cessati. Strano non ci siano foto ad immortalare il bestione, che, stando a quanto dichiarato da alcuni testimoni oculari, sarebbe stata chiaramente avvistato per più minuti. Non mancano in ogni caso nemmeno le smentite ufficiali, per una vicenda, che come avvenne anche in Irpinia, oltre che di nero, si tinge anche di giallo. Nel registro Cites (Convention on international trade of endangered species) regionale risulta che nella provincia di Palermo sono presenti quattro esemplari – due neri e due maculati – tutti sistemati presso l’ex zoo di Pietro Quatra, dal quale è stato già confermato che nessuna pantera è fuggita. Pertanto se davvero la pantera dovesse esistere si tratterebbe per forza di cose di un animale detenuto illegalmente, anche perché il possesso di felini del genere andrebbe notificato all’Ufficio Territoriale di Governo che in questo senso non concede autorizzazioni di sorta ai privati. Pantera si, pantera, no, dunque, il dubbio resta. Ecco perché per riportare la serenità nella zona è scattato un piano articolato della forestale attraverso il quale si spera di apporre in un modo o nell’altro, la parola fine sull’antipatica vicenda. Mentre c’è chi addirittura giura che le pantere siano due, nella zona di via Bronte è stata sistemata una grossa gabbia, dove all’interno è sistemato un agnellino, anch’esso rinchiuso in una gabbia più piccola, allo scopo di attrarre il grosso animale per poterlo catturare. E se la trappola non dovesse funzionare sono state anche sistemate delle telecamere nei paraggi, per filmare l’eventuale arrivo del felino.

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