Ottocentomila euro “spariti” dal Concordato Picariello: avvocato a giudizio

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Ottocentomila euro spariti dai conti del Concordato preventivo, avvocato finisce a processo. Il Gup del Tribunale di Avellino Francesca Spella ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Antonella Salvatore nei confronti di E.S, che era commissario nella procedura Picariello. Il 12 giugno partira’ il processo davanti ai magistrati del Tribunale di Avellino. L’accusa nei confronti del professionista, difeso dall’avvocato Benedetto Vittorio De Maio, nella sua qualità di commissario liquidatore della procedura di concordato preventivo 4/1989, quella relativa alla impresa edile Augusto Picariello. Secondo la prospettazione accusatoria, quella per cui il pm Antonella Salvatore ne ha chiesto il rinvio a giudizio, l’avvocato E.S, avrebbe in ragione del suo ruolo (qualificato come quello di pubblico ufficiale) avuto accesso ai libretti postali e ai conti dedicati alla procedura di concordato, appropriandosi di circa 829mila euro, il risultato della differenza del ricavato dei cespiti messi in vendita nell’ambito della procedura, una cifra di oltre 2 milioni di euro e la somma versata ai cosiddetti creditori privilegiati, ovvero 1 milione e 200mila euro a due istituti di credito. Di questa somma nel 2021, a distanza di più di venti anni dalla procedura avviata, non c’era nessuna traccia. La ditta edile “Augusto Picariello” in questione chiudeva con un attivo di un milione e trecentomila la procedura di concordato, ma il noto professionista, non dichiarando mai chiuso il concordato preventivo, stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, avrebbe determinato tutto un altro effetto. La chiusura della procedura avrebbe riabilitato di fatto la ditta di Augusto Picariello. Nel 2021 a seguito delle denunce presentate anche dai familiari dell’imprenditore, nel frattempo deceduto, si era giunti alla revoca dell’incarico e alla nomina di un nuovo commissario liquidatore. Intanto sulla base degli atti trasmessi dal giudice delegato per la procedura alla Procura erano scattati gli accertamenti ed era stata formulata nei confronti del professionista di peculato e appropriazione indebita. Il pubblico ministero Antonella Salvatore aveva chiesto l’applicazione di un sequestro preventivo per equivalente. Richiesta rigettata dal gip del tribunale di Avellino, Marcello Rotondi. Rigetto della misura cautelare reale avanzata dalla Procura impugnato dal pubblico ministero Salvatore, che ora pende davanti alla Corte di Cassazione. In aula si è costituita in giudizio anche il Concordato Preventivo, autorizzato dal giudice delegato, rappresentato dall’avvocato Enrico Matarazzo. Il Concordato è rappresentato dal commissario giudiziale avvocato Vittorio Lanzara.