Ordine Commercialisti Avellino: puntare sui professionisti per uscire dalla crisi

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Basta con le consulenze ai professori universitari, è giunta l’ora di rivolgersi ai professionisti presenti sul territorio.  Il saper fare è differente dal sapere. Questo in sintesi il pensiero del presidente dell’Ordine dei Commercialisti della provincia Francesco Tedesco.

«I Comuni devono puntare forte sui professionisti. Insieme possiamo traghettare Avellino e l’Irpinia verso un futuro migliore».

Più che una considerazione, un auspicio, affidato alle parole del presidente dell’Ordine dei Commercialisti della provincia Francesco Tedesco, che traccia la rotta per uscire definitivamente dalla crisi.

Presidente Tedesco, tastando il polso del tessuto imprenditoriale irpino, possiamo sperare in un futuro più roseo?

«La situazione di grande difficoltà economica nella quale versa il Paese si riverbera ovviamente anche sulle attività e sui professionisti di Avellino e dell’Irpinia tutta. Si possono dosare gli investimenti e le forze per avere un margine di utile per ogni attività, ma di fatto, se l’economia non gira, si accumulano crediti che, se non possono essere immediatamente recuperati mettono in crisi l’intero sistema. Se le attività sane che entrano in difficoltà superano il 50 come capita da noi, allora ci troviamo di fronte ad un bel problema. Si avvertono segnali positivi sul nostro territorio che, però, non sono sufficienti a farci dire che la crisi è alle spalle. Non si sa se sono i sintomi di un nuovo inizio o solo frutto dello spazio che si è venuto a creare con il fallimento di alcuni attori sociali».

Cosa si dovrebbe fare per imprimere una accelerazione adeguata per uscire dalla crisi?

«In città e in provincia la crisi è molto forte e le responsabilità dei nostri amministratori sono evidenti. Questo giudizio non ha alcun colore politico. E’ semplicemente un dato di fatto. In una fase di stallo così profonda le amministrazioni comunali dovrebbero fare qualcosa in più».

Ad esempio?

Francesco Tedesco
Francesco Tedesco

«Utilizzare i professionisti che sono presenti e operano fattivamente sul territorio. All’indomani delle elezioni comunali, ho mandato comunicazione a tutti i sindaci dando la disponibilità ad un supporto efficace ed efficiente all’azione amministrativa. L’idea è quella di una Consulta di professionisti che a titolo gratuito potessero supportare la ricerca di finanziamenti, approfondire l’analisi dei residui attivi e passivi dei Comuni. Non abbiamo avuto alcuna risposta. Molti enti hanno preferito ricorrere a professori di Economia e Commercio senza tener conto che questo tipo di incarichi dovrebbero essere di natura tecnica e non politica. Credo che tutti gli ordini debbano impegnarsi».

Cos’è la Consulta delle Professioni?

«Ad Avellino è stata istituita una Consulta delle professioni presso la Camera di Commercio. Stiamo cercando con il presidente D’Avanzo, di far comprendere che gli Ordini professionali sono a disposizione per sopperire alle carenze tecniche presenti negli enti. Quando un’amministrazione si ammala si preferisce andare a bussare alla porta di professori universitari che non sempre si confrontano con i reali problemi del settore. Il saper fare è differente dal sapere. C’è scarsa lungimiranza verso tutte le professioni, ma se si partecipa a bandi bisogna avere un supporto tecnico che possa sopperire alle difficoltà dei trasferimenti dei fondi pubblici. Le ristrettezze avviate per i comuni crea ulteriori problemi. Per questo motivo sarebbe opportuno trovare delle soluzioni che vanno al di là del risanamento dei bilanci. Se i Comuni iniziano a pensare in una logica differente, si potrebbero trovare i soldi altrove, offrendo ai professionisti la possibilità di fornire un contributo concreto in tal senso».

Restringendo il campo alla città di Avellino, quali sono state le diseconomie maturate negli anni?

«Penso che il Comune abbia bisogno di ricavare delle economie concrete dalla gestione del proprio patrimonio immobiliare ed uscire da certe logiche anti economiche. Penso al parcheggio interrato di piazza Libertà. Senza entrare nel merito della sua utilità e dell’opportunità di realizzarlo o meno, dico solo che la revoca ha portato ad una spesa per il Comune che esce da una qualsiasi logica economica. O ancora ad un’adeguata area mercatale. Quella dello stadio non è servita adeguatamente. Basterebbe un project financing capace di far decollare l’area. Penso anche alla gestione delle strutture sportive e dei parchi. Bisogna dare dei servizi validi ai cittadini. La formula del project financing o quella di affidare a terzi la gestione dei servizi, avendo garanzie dell’introito, sono l’unica strada percorribile in tempi di crisi. Per la paura di coinvolgere il privato si rischia di sospendere sempre più servizi e quindi privarsi di entrate che farebbero comodo al bilancio dell’ente. Per questo immagino una task force, uno sportello di imprenditorialità al servizio dei Comuni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Abbiamo scelto di vivere in questa città e vogliamo contribuire allo sviluppo di Avellino e dell’Irpinia. L’immobilismo assoluto a livello politico, sociale ed economico sta facendo fuggire tutti».

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