Operazione “Caudium”, dal litorale laziale cocaina e hashish per le “piazze di spaccio” caudine

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VALLE CAUDINA– Un raid in un cantiere e ben 41 capi di imputazione relativi ad un vero e proprio “fiume” di droga che dal litorale laziale, da Aprilia, giungeva a Tufara Valle e da li alle piazze della Valle Caudina. Sono i numeri del secondo blitz che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha fatto scattare in pochi mesi contro il clan Pagnozzi, azzerandone i vertici. L’operazione denominata Caudium. Nella stessa giornata dell’esecuzione delle misure l’Antimafia ha contestualmente notificato anche l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dei ventitré indagati finiti coinvolti nel blitz “Caudium”, scattato all’alba di oggi nei territori di Avellino e Benevento. L’avviso firmato dai pm antimafia Simona Belluccio e Francesco Raffaele (attuale Procuratore Aggiunto di Avellino) riguarda la tentata estorsione compiuta nel luglio del 2021 da Nino Piacentile e Mario De Paola ai danni di un’impresa che stava realizzando un collegamento stradale a Castelpoto, quella di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti nei confronti di quindici dei ventitré indagati e ben quarantuno capi di imputazione relativi alla detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nella maggior parte dei casi anche relativi a sequestri operati tra il luglio del 2021 e aprile 2022.

GLI ARRESTI

Il Gip del Tribunale di Napoli Anna Imparato ha disposto su richiesta della Dda di Napoli la custodia cautelare in carcere  per Alessandro Cavuoto, 76 anni, di Tufara Valle , Aniello De Paola, 46 anni, Eugenio De Paola, 33 anni, Mario De Paola, 33 anni, di San Martino Valle Caudina, Vincenzo Lomasto, 30 anni, di Pomezia, Giuseppe Magliocca, 53 anni, di Roccabascerana, Giergy Nika, 31 anni, di Pomezia, Erminio Pagnozzi, 60 anni, residente a Ceppaloni ma domiciliato ad Aprilia, Paolo Pagnozzi, 62 anni, di San Martino Valle Caudina, Nino Piacentile, 54 anni, di San Martino Valle Caudina, Andrea Salsiccia, 50 anni, di Pomezia, Giulia Sopranzi, 39 anni, di Anzio.

Gli arresti domiciliari sono invece stati applicati a Carmine Capozza, 53 anni, di San Giorgio del Sannio, Raffaele Corda, 51 anni, domiciliato a Pomezia, Aniello De Paola, 33 anni, di San Martino Valle Caudina, Francesco Magliocca, 25 anni, di Roccabascerana, Giuseppe Magliocca, 36 anni, di Roccabascerana, Emanuele Marigliano, 39 anni, di Napoli, Laura Radut, 37 anni, di Roccabascerana, Paolo Russo, 54 anni, di Ardea, Palmerino Venoso, 48 anni, di Roccabascerana.Obbligo di dimora, infine, per Eugenio Padovano, 31 anni, di Pannarano, e Gennarina Russo, 26 anni, di Pannarano.

IL RAID SUL CANTIERE
Alle quindici dell’otto luglio del 2021 presso Località Portelle del comune beneventano di Castelpoto (dove era in corso un lavoro per circa due milioni di euro per il collegamento viario tra due sponde del fiume esistente in zona) arriva una Lancia Musa con due persone a bordo. Una di loro secondo gli investigatori e’ Mario De Paola, che resta in auto, l’altro invece e’ Nino Piacentile, entrambi sono elementi di primo piano del clan Pagnozzi. Proprio Piacentile, con il volto travisato da una mascherina Anticovid intima a tutti gli operai “Andate via o vi sparo a tutti”. Prima che lo facessero gli aveva intimato anche di “mettersi a posto con la Valle Caudina”. Un messaggio ai titolari dell’impresa, che invece hanno denunciato la richiesta di pizzo, per una somma non quantificata.

DROGA DAL LITORALE ROMANO ALLE “PIAZZE” CAUDINE

Una vera associazione dedita ad alimentare di cocaina e hashish le piazze di spaccio della Valle Caudina. Quella che secondo le indagini di Carabinieri e Antimafia avrebbe guidato Erminio Pagnozzi, originario di San Martino ma trasferitosi ad Aprilia, che si sarebbe occupato di tutta l’organizzazione del gruppo e del trasporto. Insieme a lui con il ruolo di finanziatore dell’attività illecita c’era Paolo Pagnozzi, esponente di vertice del clan. A Cavuoto Alessandro il ruolo di intermediario tra i due. Sempre un ruolo chiave quello destinato a Giulia Sopranzi e Nika Gjergj, dediti alla logistica e al confezionamento della droga da destinare allo spaccio al dettaglio. Eugenio De Paola e Giuseppe Magliocca (classe 70) erano i responsabili delle “piazze di spaccio” di San Martino Valle Caudina e Roccabascerana. Altri due De Paola, Mario e Aniello (classe 77) erano invece dediti alla cessione sotto le direttive di Eugenio De Paola. Mentre per la piazza di spaccio di Roccabaacerana erano interessati come “corrieri” e “pusher” Giuseppe Magliocca classe 1987, Venoso Palmerino (anche nel ruolo di “corriere” e Magliocca Francesco. Almeno 22 gli episodi che sarebbero documentati dalle indagini della Dda di Napoli e dei Carabinieri di Benevento, a partire da una consegna di droga del valore di 9mila euro trasportata a Tufara Valle dallo stesso Erminio Pagnozzi per rifornire le piazze di spaccio di Roccabascerana, San Martino e Tufara Valle. Sempre a Pagnozzi contestata anche la cessione di due chili di hashish ad Eugenio De Paola, chiamato a telefono “fumo”. Nel gennaio 2022 documentata un’altra cessione, questa volta a Magliocca Giuseppe, per 5400 euro. Il 14 gennaio viene accertato l’acquisto di una partita di droga ad Avezzano, detenuta poi ad Aprilia, a 33 euro al grammo. Uno dei nascondigli che secondo gli inquirenti sarebbe stato usato da Pagnozzi Erminio per trasportare la droga da Aprilia a Tufara Valle era anche l’impianto di riscaldamento del suo Suv. Consegna documentato una consegna di 500 grammi di hashish anche il 26 gennaio del 2022. Tra il 1 gennaio 2022 e il 3 luglio 2022 vengono contestate a De Paola Eugenio quindici detenzioni di stupefacente.

I SEQUESTRI

Il primo sequestro da parte dei Carabinieri avviene il 3 marzo 2022, quando ad Arpaia viene bloccato uno dei “corrieri” del gruppo, Palmerino Venosa, con 320 grammi di cocaina (700 quelli da consegnare) destinati a De Paola Eugenio e Magliocca Giuseppe. Nello stesso giorno, il 2 maggio 2022, scattano due sequestri, il primo a Frosinone, mentre il corriere incaricato della consegna portava a Tufara Valle 50 panetti di hashish per circa 5 chili di sostanza, nello stesso giorno a Bonea viene intercettato un altro corriere con un chilo di cocaina nascosto sotto il sedile del Suv con il quale da Aprilia stava per raggiungere Tufara Valle. Per i tre “corrieri” intercettati si è proceduto separatamente.

GLI INTERROGATORI

Nelle prossime ore gli indagati dovranno comparire davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Valeria Verrusio, Massimiliano Cornacchione, Gerardo Giorgione e Grazia Luongo.