Omicidio Lippiello, la Procura ottiene il giudizio immediato per i presunti assassini

0
1689
Omicidio Lippiello baiano

Processo “lampo” per i presunti autori del delitto Lippiello. Il Gip del Tribunale di Avellino ha accolto la richiesta di giudizio immediato firmata dal pm della Procura della Repubblica di Avellino Cecilia Annecchini nei confronti dei due indagati, Salvatore e Francesco Crisci, padre e figlio (detenuti dal 19 febbraio ) e gravemente sospettati del delitto di Felice Lippiello, difesi dagli avvocati Antonio Falconieri e Francesco Pecchia. A settembre dovranno comparire entrambi davanti alla Corte di Assise di Avellino. La Procura contesta nei confronti di entrambi l’originaria accusa di omicidio volontario, anche se il Tribunale del Riesame di Napoli aveva riqualificato il reato in omicidio preterintenzionale. Alcuni riscontri sarebbero arrivati anche dagli esami del Ris. Si tratta di quelli antropometrici di riscontro ai video raccolti dai Carabinieri nell’immediatezza dei fatti I militari del Ris, coadiuvati dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Baiano, hanno eseguito nei mesi scorsi alla presenza anche dei legali dei due indagati, esami con speciali telecamere che ricostruiranno la scena ed evidentemente saranno messe a confronto con le caratteristiche fisiche dei due indagati. Il Riesame di Napoli accogliendo le richieste dei difensori Antonio Falconieri e Farancesco Pecchia, aveva riqualificato i fatti in omicidio preterintenzionale, confermando pero’ la misura carceraria.. Anche alle luce dei gravi indizi raccolti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino e della Compagnia di Baiano, che il 19 febbraio avevano portato il pm che aveva condotto le indagini, il sostituto Vincenzo Toscano, a firmare un decreto di fermo di indiziato di delitto di omicidio volontario (che resta ancora la contestazione provvisoria), poi trasformato in misura cautelare da parte del Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio. La difesa di Francesco Crisci, l’avvocato Antonio Falconieri, aveva anche evidenziato come dai frame che riprendevano parte del volto di uno dei soggetti che nel cortile condominiale discuteva con Lippiello, non si evidenziasse un tatuaggio che il diciannovenne ha sul volto. In particolare i frames delle telecamere di sorveglianza attive nella zona, che pur non restituendo una traccia della targa della Panda sulla quale i due presunti assassini di Lippiello erano giunti in via De Santis, per molte caratteristiche era simile a quella in uso ai Crisci. A cui si erano aggiunti sia vecchi messaggi tra Salvatore Crisci e la vittima e l’incrocio con le celle telefoniche.

Aerre